A margine dell’ultimo consiglio comunale di venerdì sera, l’ex assessore alle Infrastrutture e Territorio del Comune di Luino, Francesca Porfiri, e il gruppo “Proposta per Luino 2026”, intervengono con una lunga lettera sul dibattito riguardante il nuovo asilo nido cittadino.
Porfiri difende le scelte progettuali dell’amministrazione precedente, sostenendo che un’opera pubblica destinata ai bambini non debba limitarsi al “minimo indispensabile”, ma rappresentare un investimento sul futuro, puntando su qualità, sostenibilità ambientale, sicurezza, efficienza energetica e benessere degli spazi educativi.
Nel documento l’ex assessore replica anche alle critiche sui costi dell’intervento, contestando il dato di 5.300 euro al metro quadrato e spiegando che il costo effettivo dell’opera sarebbe di circa 3.286 euro al metro quadrato. Vengono inoltre chiarite alcune scelte progettuali, come l’innalzamento delle quote dell’edificio per adeguarsi agli studi idraulici sul torrente Margorabbia, e vengono sollevate perplessità sulla perdita di 80 mila euro destinati agli arredi e sull’acquisto di nuove attrezzature per la cucina, ritenendo preferibile il riutilizzo di quelle già esistenti.
Ecco la lettera integrale.
Venerdì 24 luglio, in consiglio comunale, è stata posta una domanda: era davvero necessario realizzare uno dei cinque migliori asili nido d’Italia, o ci si poteva accontentare di qualcosa di meno? Voglio rispondere pubblicamente, con chiarezza, perché credo che questa domanda tocchi una scelta di fondo su che città vogliamo essere.
Ma prima di entrare nel merito, vorrei dire con altrettanta chiarezza che quella domanda parte da un equivoco culturale. Un’opera pubblica non nasce per soddisfare il minimo indispensabile: nasce per rispondere nel modo migliore possibile all’interesse pubblico, nel rispetto delle risorse disponibili e delle norme che disciplinano la progettazione contemporanea.
La risposta è sì. Abbiamo scelto di costruire non un edificio qualunque, ma un asilo nido pensato per durare, per rispettare l’ambiente e per prendersi cura dei bambini che lo abiteranno ogni giorno. Abbiamo scelto l’architettura bioecologica non per moda, ma per responsabilità: pensare all’energia contenuta nei materiali, alla qualità dell’aria che i bambini respireranno, ai costi di gestione nei prossimi decenni, a un edificio che non pregiudichi il futuro di chi verrà dopo di noi.
Perché un asilo nido non è semplicemente un edificio. È il primo luogo pubblico nel quale diversi bambini entrano in relazione con la collettività, il primo spazio educativo della loro vita, il luogo in cui il Comune manifesta concretamente quanto ritenga importante la crescita delle nuove generazioni. Parlare solo di costo al metro quadrato significa ridurre un investimento educativo a una semplice operazione immobiliare — ed è esattamente l’errore che vogliamo evitare.
Lo abbiamo fatto con un processo partecipato, insieme alle maestre, ai tecnici, alla comunità. E lo abbiamo fatto sapendo che i danni ambientali delle scelte più economiche e meno lungimiranti non vengono quasi mai messi in conto — ma qualcuno, alla fine, li paga. I bambini di oggi, prima di tutti.
Chi progetta oggi un edificio scolastico, del resto, opera all’interno di un sistema normativo articolato: sicurezza strutturale, normativa antisismica, prevenzione incendi, accessibilità universale, criteri ambientali minimi, efficienza energetica, qualità dell’aria indoor, comfort acustico, benessere illuminotecnico, sostenibilità ambientale, durabilità dei materiali, costi dell’intero ciclo di vita. Nessuna di queste prestazioni è un lusso. Sono tutte un preciso dovere della Pubblica Amministrazione.
E l’educazione, lo sappiamo, non passa solo attraverso il lavoro delle maestre: passa anche attraverso gli spazi, la luce, i materiali, il silenzio, l’acustica, l’aria che si respira, il rapporto con il verde, la sicurezza percepita, la qualità degli ambienti — tutto questo educa, ogni giorno. Un bambino che trascorre migliaia di ore dentro un edificio costruisce, senza saperlo, il proprio rapporto con il bello e con la qualità della vita. Per questo l’architettura scolastica è, prima ancora che edilizia, una disciplina educativa.
Perché in un paese dove il tasso di natalità continua a scendere, dove ogni anno nascono meno bambini e sempre meno famiglie scelgono di restare o di stabilirsi in territori come il nostro, la domanda vera non è se un asilo nido costi troppo. La domanda è: cosa scegliamo di raccontare, con le nostre opere pubbliche, alle famiglie che decidono se restare, se avere un figlio, se costruire qui il proprio futuro?
Noi abbiamo scelto di investire nei bambini, non nell’asfalto. Abbiamo scelto un nido con elevati standard di comfort, di qualità ambientale, di sicurezza sanitaria — perché sappiamo che l’aria che si respira dentro gli edifici, dove i bambini di 0-3 anni passano la maggior parte della giornata, è spesso più inquinata di quella che si respira fuori. E lo abbiamo fatto grazie ad un bilancio comunale gestito con oculatezza, che ha permesso di realizzare quest’opera senza compromettere i conti della città.
E veniamo ai numeri, perché anche su questo si è provato a costruire un racconto scorretto. Il dato dei 5.300 euro al metro quadro, citato per screditare l’intervento, è un dato strumentale: chi lavora nell’edilizia sa bene che nel costo di costruzione a mq non si conteggiano l’IVA, le spese tecniche, gli arredi e gran parte delle opere esterne.
Il costo reale è di circa 3.286 euro al metro quadro come documentato dai professionisti, mentre l’assessore alle manutenzioni — e non ai lavori pubblici, che non si è espresso — ha indicato in Consiglio come riferimento di costo oggi adeguato, secondo lui, per costruire un’opera pubblica, i 2.500 al mq. Un divario che, a nostro avviso, conferma quanto la scelta politica fatta sia stata lungimirante e coerente con l’idea di città che vogliamo, capace nel suo piccolo di contrastare il cambiamento climatico e difendere l’ambiente.
Nessuno si è mai interrogato sull’adeguatezza dei costi degli asfalti, dei parcheggi, delle manutenzioni di opere progettate in modo poco curato.
Eppure la spesa per un nido che i bambini di Luino vivranno per i prossimi decenni, in un edificio sano, sicuro, capace di generare risparmio energetico reale, dovrebbe far riflettere?
Noi crediamo il contrario. Crediamo che scegliere il futuro, in un momento storico segnato da crisi climatica e denatalità, significhi proprio questo: mettere al centro chi verrà dopo di noi, invece dell’ennesima colata di cemento e asfalto.
Alle famiglie dobbiamo anche far chiarezza su un altro punto che le riguarda direttamente: l’innalzamento delle quote del fabbricato. Il progetto iniziale, redatto in tempi strettissimi e con grande senso di responsabilità da tutto il gruppo di progettazione, si è basato sugli strumenti allora vigenti, in particolare sulla componente geologica del Piano di Governo del Territorio.
In quel periodo, la Comunità Montana stava elaborando uno studio idraulico sul torrente Margorabbia, non ancora approvato. Pur non essendo obbligati, per serietà amministrativa abbiamo scelto di adeguarci a quello studio e far fronte allo scenario più critico, pur sapendo che questo comportava un aumento dei costi, perché la sicurezza dei bambini viene prima di tutto.
Da ultimo, chiarezza sui fondi stanziati dall’Amministrazione Bianchi per rendere operativo l’asilo. Evidentemente gli stralci operati dal Responsabile Unico del Progetto hanno fatto perdere i fondi per gli arredi, pari a 80.000 euro già stanziati, per i quali erano già state valutate delle offerte in coprogettazione con le maestre.
Non si comprende la scelta di acquistare nuove attrezzature per la cucina, quando era stata fatta un’attenta valutazione di inserimento delle attrezzature esistenti nell’attuale asilo, ad esclusione dei fuochi a gas non adeguati alla nuova struttura. Per la loro sostituzione avevamo pensato di inserire la fornitura come onere per la ditta nell’appalto per la gestione della mensa, considerata la necessità di ampliare il servizio in funzione della nuova capienza.
Anche questo approccio al riuso è per noi importante, non solo in termini economici ma anche ambientali.
C’è, infine, un elemento che nessuno ha ancora messo sul tavolo, ed è forse il più importante. La Repubblica riconosce nell’infanzia un bene primario da tutelare: gli articoli 3, 9, 30, 31, 32 e 34 della Costituzione delineano un quadro nel quale istruzione, salute, pari opportunità, tutela dell’ambiente e promozione della cultura sono valori fondanti dell’azione pubblica. Un asilo nido di qualità non è quindi un gesto di generosità amministrativa: è una concreta attuazione dei principi costituzionali.
La vera domanda, allora, non è se fosse necessario realizzare uno dei migliori asili nido possibili. La vera domanda è se una Pubblica Amministrazione possa oggi ritenere sufficiente offrire ai propri bambini qualcosa di meno di ciò che la conoscenza tecnica, la cultura progettuale e la normativa consentono di realizzare. L’eccellenza non è uno spreco quando riguarda l’infanzia: è il modo più serio di interpretare il mandato ricevuto dai cittadini.
Per questo, alle famiglie di Luino, a chi oggi affida o affiderà i propri bambini a questo nido, diciamo con convinzione: questa scelta è stata fatta per voi, guardando avanti.
Se un giorno quei bambini, ormai diventati cittadini, potranno guardare questo edificio con gratitudine e dire «qualcuno ha pensato a noi prima ancora che potessimo capirlo», allora ogni scelta progettuale, ogni euro investito e ogni discussione affrontata avranno trovato il loro significato propedeutico e più autentico.
Questo è, e dovrebbe sempre essere, il compito più alto di una Pubblica Amministrazione: non costruire semplicemente edifici, ma lasciare alle generazioni future luoghi capaci di renderle, giorno dopo giorno, persone più consapevoli, più libere e più attente al bene comune.
Questo si chiama «memoria silenziosa dell’amministrare». I bambini non ricorderanno il dibattito politico, ma saranno stati formati dagli spazi e, ci si augura, resi consapevoli e più attenti al bene comune.
Francesca Porfiri
Ex assessore alle Infrastrutture e Territorio
Proposta per Luino
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