Canton Ticino | 6 Maggio 2024

«Storie al di là del confine, riflessioni tra sanzioni e umanità»

Una lettera è stata inviata alla redazione che parla di un episodio avvenuto a Magliaso, non lontano dalla pista ciclabile che corre a fianco al trenino di Ponte Tresa. «Benessere o inquinamento?»

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Passare dall’auto alla bicicletta oggi è un gesto sostenuto da tante amministrazioni che si prodigano per la costruzione di nuove ciclabili, che plaudono quando riescono a liberare le strade da inquinanti e rumorose automobili. La politica elargisce dal canto suo sovvenzioni per favorire sistemi di mobilità alternativa e finanzia le nuove ciclabili.

Sembra che il mondo si sia accorto anche delle due ruote lente e che i ciclisti per professione, per passione o semplicemente per andare a lavorare abbiano la via spianata… Magari un giorno avremo anche qualche manifestazione con acclamazioni trionfali e stendardi inneggianti al loro sacrificio di fatica e dedizione che ha ridotto di qualche quitale la CO2 in circolazione.

Ma oggi voglio anche raccontare l’altra faccia della medaglia fatta di rischi per chi si muove sulle strade trafficate da automobilisti che, piuttosto che perdere un secondo, butterebbero a terra un pedalatore in curva e degli altri rischi di venir sanzionati perché hai commesso un’infrazione stradale.

Questo mi è successo nel Comune di Magliaso dove una bellissima pista ciclabile corre a fianco al trenino di Ponte Tresa. Peccato che ad un tratto, il percorso consentito ai ciclisti viene deviato da quel bel rettilineo e impone con cartellonistica di fare un bel giro di circa 1 Km per trovarsi al di là di quella strada in un punto che sta solo a 100 metri avanti, ma che un bel divieto di passaggio impedirebbe il transito.

– Dai! Sei in bicicletta! Se stai stretto e vai piano quei 100 metri contro mano li puoi anche fare! La strada è una via ampia fra le villette e non ci sono auto.-

E’ questa la voce che risuona sotto al caschetto e come resistere?!… Oggi ci sono 5°C e le braghe corte sono un incentivo a sfidare la sorte.

Imbocchi la strada e quando vedi la Sorte vestita di nero e blu con giubbotto antisommossa, manganello e paletta rossa, capisci che ti hanno beccato.

La violazione è grave e lo sconto di tragitto lo paghi caro e quei 100 metri contro mano percorsi a passo d’uomo per non mettere a repentaglio la sicurezza di nessuno ti costano!

Questo, amici miei, è l’emblema del rispetto delle leggi declinato in Svizzera! Nessuna pietà! Se sbagli paghi! Non esistono CO2 che tengano! Nessun pedalatore è escluso!

E qui finisce questa storia che racconto per sfogare la mia delusione verso quella mancanza di umanità che, se ci fosse, avrebbe la divisa della polizia ma valuterebbe la pericolosità della violazione,

avrebbe la fascia del sindaco che decide di intervenire prontamente di fronte ad un problema più volte segnalato,

avrebbe il colletto bianco del responsabile della mobilità cantonale che scende in campo con la bicicletta e valuta di persona le criticità;

… e, per par conditio, avrebbe i pantaloncini del ciclista che devia dal percorso retto per evitare di percorrere un tratto in contro mano.

Vi lascio con questa foto fatta questa mattina dove insieme a me, che scrivo, un altro ciclista è stato fermato e sanzionato e vi chiedo:

Chi agisce nel benessere della collettività? I poliziotti sono arrivati in macchina!

© Riproduzione riservata

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