I dati scaturiti da una analisi ambientale indicano che non è possibile costruire la nuova caserma dei vigili del fuoco sulla Piana di Voldomino, ma dicono anche che non esiste un pericolo immediato per l’inquinamento. Lo ha fatto sapere il sindaco di Luino, Enrico Bianchi, nell’ultima seduta di consiglio comunale, rispondendo all’interrogazione sul tema presentata dal consigliere Furio Artoni.
«E’ necessario capire cosa succede», ha sottolineato Artoni, ma le prime risposte giunte da tecnici ed enti superiori non bastano per avere una panoramica definitiva sul destino del terreno e della tanto attesa opera pubblica, saltata nei mesi scorsi dopo il responso di una relazione geologica riguardante la presenza nel sottosuolo di idrocarburi pesanti e il superamento delle condizioni limite per la concentrazione di sostanze nocive.
Sotto l’area, che nella prima metà del secolo scorso era utilizzata come discarica, è presente un reticolo idrico, che al momento è “sorvegliato speciale” al pari del terreno. Il Comune, ha aggiunto il sindaco, sta aspettando le indicazioni dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa), e l’obiettivo è evitare la migrazione delle sostanze tossiche nelle falde. Il terreno intanto è stato donato al Ministero degli Interni e l’amministrazione luinese sta programmando un incontro con i funzionari di Roma. «Siamo attenti e speriamo che si arrivi ad una soluzione», ha affermato Bianchi.
I fondi già stanziati per la costruzione della caserma a Voldomino per ora non sono in discussione. E c’è una alternativa alla Piana di Voldomino per la nuova sede: l’area situata dietro via Sant’Onofrio, tra l’ex Ferrotel e le ex Officine Ferroviarie.
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