«Nuova caserma dei Vigili del Fuoco di Luino, salta tutto e si torna all’anno zero». Con queste parole inizia la nota stampa da parte del sindacato FNS CISL dei Laghi, a firma del responsabile Massimo Isgrò e relativa al destino di una struttura attesa da almeno cinque anni dalla popolazione luinese, dopo interventi a più riprese da parte degli enti, dal Governo alla Regione, fino ad arrivare al Comune, e un ingente stanziamento di fondi.
«Sembrava che dopo anni si era prossimi all’avvio dei lavori – esordisce Isgrò -, ma la relazione geologica sull’area individuata non lascia dubbi sull’inidoneità del terreno. A seguito dei carotaggi, sono stati individuati idrocarburi, metalli pesanti, scarti di ogni tipo senza contare l’instabilità del terreno dovuta alla presenza di acqua, che rendono di fatto il sito non conforme alla realizzazione della nuova caserma»
«In prima persona gli onorevoli Stefano Candiani e Andrea Pellicini si sono impegnati per la realizzazione della nuova
caserma, in sostituzione di quella attuale che ricordiamo essere vetusta, piccola e posizionata in un’area alluvionale – prosegue ancora il sindacalista -. Di fatto negli anni, a più riprese, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Luino hanno dovuto fare armi e bagagli ed evacuare la struttura perché minacciata dal fiume Tresa oppure allagata dalle acque del Lago Maggiore».
E così, dopo tutti questi dettagli, Isgrò lancia una nuova proposta: «In realtà, a nostro parere, ci sarebbe un’altra area che si presterebbe alla realizzazione della struttura, quella delle ex Officine Ferroviarie (vicino all’ex Ferrotel, ndr) nei pressi della stazione ferroviaria internazionale. Una zona quasi del tutto inutilizzata che tuttavia resta centrale alla città, ma allo
stato attuale in forte degrado».
«Oltretutto – continuano dalla FNS CISL -, la struttura esistente è ubicata nei pressi del porto ove sono dislocati i mezzi nautici di soccorso e necessiterebbe solo di una riqualificazione urbana. Non da ultimo, si renderebbe più che congeniale ad ospitare l’automezzo da soccorso bimodale per il quale, come sigla sindacale, ci siamo battuti per anni, e che è in fase di costruzione grazie all’impegno di Regione Lombardia».
«Anche l’impegno costante dell’amministrazione comunale guidata da Enrico Bianchi potrebbe non bastare, ad
oggi serve lo sforzo di tutti: sindaci del comprensorio, Comunità Montana e Provincia. E’ impensabile che la problematica sia lasciata al solo Comune di Luino in quanto il presidio di soccorso serve tutto l’alto Verbano e migliaia di cittadini. A tal proposito lanciamo un accorato appello a nome di tutto il personale che con dedizione e spirito di sacrificio quotidianamente protegge le nostre comunità. Bisogna intervenire e bisogna farlo subito».
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