Oltre alle due aziende “Le Asine del Bricco” di Germignaga e “Li Carvi Bianchi” di Mesenzana, tante altre realtà del territorio sono pronte a partecipare ad “AgriVarese in Città“, che si terrà domenica 7 aprile ai Giardini Estensi di Varese, dove sono attese migliaia di persone come avvenuto lo scorso anno.
Tra queste eccellenze della nostra provincia, ve ne sono diverse anche nell’alto Varesotto che da anni si impegnano a valorizzare non solo la nostra zona, ma anche gli animali che vengono allevati ed i prodotti alimentari che vengono realizzati, come il caso dell’azienda agricola “Pian del Lares” e dell’Apicoltura Veddasca, entrambe con sede a Maccagno con Pino e Veddasca.
La prima realtà è quella della fattoria ed agriturismo “Pian del Lares”, nome che deriva dal luogo in cui sorge l’azienda, vale a dire un folto bosco di larici, dove da anni Desiderio Carraro ed Isabella hanno dato vita ad un’attività completamente orientata al rispetto della natura e al buon uso delle sue ricchezze, in uno scenario naturale incontaminato tra boschi, pascoli e animali da cortile. La struttura, infatti, dispone di un ristoro agrituristico ed è possibile degustare il meglio della tradizione gastronomica locale, con prodotti genuini a filiera corta, oltre ai formaggi e ai salumi di produzione propria.
«Dagli anni ‘80 ci dedichiamo all’allevamento di capre, vacche, maiali e animali da cortile e gestiamo la trasformazione diretta di latte e carni – commenta Flavio Carraro -. La scelta di adottare un regime di allevamento biologico con pascolo semi brado, ritmi naturali e alimentazione rigorosamente non OGM e di raccogliere l’eredità della trasformazione del latte a crudo e delle metodologie tradizionali di lavorazione delle carni, ci ha permesso di mettere a punto una produzione alimentare di alta qualità, gestita in modo virtuoso e sostenibile».
Grazie a maiali, vacche, ovaiole, polli da carne e le capre (la Nera di Verzasca e la Camosciata delle Alpi), l’agriturismo in provincia di Varese produce salumi di maiale e capra, carne secca di manzo e il tipico Violino di capra, oltre ai prodotti caseari a latte crudo, i formaggi caprini e vaccini e la nota Formaggella del luinese DOP. La vendita dei prodotti agricoli di produzione propria è gestita all’interno dei mercati della zona, attraverso la rete GAS e direttamente presso lo spaccio aziendale dell’agriturismo.
«Partecipiamo ad AgriVarese da tanti anni, abbiamo sempre portato con noi i nostri animali, dalle vacche di razza alla capra Nera di Verzasca – commenta Flavio Carraro -, è una grande vetrina per la nostra attività. Oltre a vendere i nostri prodotti, raccontiamo in che modo manteniamo e valorizziamo il nostro territorio che senza di noi sarebbe abbandonato come un qualsiasi altro bosco».
«L’azienda, dalla sua nascita, è sempre rimasta costante nella produzione di carne e di formaggi, così come mantiene la massima attenzione nell’allevamento – prosegue ancora l’imprenditore -. Dopo il Covid abbiamo ampliato il nostro mercato, vendendo anche i nostri prodotti ai ristoranti che cercano prodotti locali di qualità e questo è fondamentale per il nostro futuro. Nonostante il cambio generazionale, rimaniamo fedeli ai sani principi e valori che sono le priorità del nostro lavoro, sia per gli animali al pascolo per la vendita diretta».
Insieme a loro domenica sarà presente anche William Magnocavallo, che da vent’anni circa gestisce, in località Ai Ronchi, l’Apicoltura Veddasca, un autentico fiore all’occhiello a cavallo tra il confine italo-svizzero: trecento alveari circa che producono miele di ogni tipo, dall’acacia alla castagna, arrivando fino al tiglio, al Mille Fiori e al ciliegio, novità di quest’anno.
«I mercati e le fiere agricole per noi sono un appuntamento fisso, come lo è il mercoledì a Luino – racconta William Magnocavallo -. Lavoro quotidianamente da metà marzo a fine agosto sulle api e sugli alveari, raccogliendo il miele da maggio a fine luglio. In realtà non si smette mai, di inverno facciamo sempre manutenzione alle attrezzature e controlliamo le api. Tutto è nato per passione, era il mestiere di mio nonno: da piccolo volevo fare questo lavoro, ne sono sempre stato affascinato».
«Per me AgriVarese è un appuntamento fisso, partecipo da sei, sette edizioni – conclude l’apicoltore della Veddasca -. È una vetrina alla quale non si può rinunciare, dove ci si può confrontare con altri imprenditori e si può far conoscere ai cittadini tutte le proprie peculiarità. È fondamentale esserci».
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