Lavena Ponte Tresa | 5 Marzo 2024

«No a frontalieri di Serie A e di Serie B», i Comuni di frontiera scrivono ai parlamentari

Mastromarino: «Invieremo ai 518 Comuni di Frontiera una proposta di "Ordine del Giorno" da approvare in Consiglio Comunale e inviare al Governo con la richiesta di stralciare la “Tassa sulla Salute”»

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Durante l’incontro di sabato 24 febbraio con i sindacati sul tema della tassa sulla salute per i “vecchi frontalieri” organizzato a Lavena Ponte Tresa, il sindaco del paese lacustre e presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera, Massimo Mastromarino, ha scelto di impegnarsi nello scrivere una lettera indirizzata ai parlamentari eletti proprio in queste zone di frontiera.

Al centro della missiva, la richiesta di convocare in Parlamento «la Commissione Mista prevista dall’art. 6 dell’accordo fiscale I-CH per dirimere le questioni interpretative sorte sul riconoscimento dello status di “vecchio frontaliere” per quei lavoratori residenti nei Comuni di frontiera non riconosciuti negli elenchi predisposti dai Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese, ma ricompresi in quello redatto dall’Istituto Geografico Militare per l’Italia. Non ci possono essere frontalieri di Serie A e frontalieri di Serie B».

«Nei prossimi giorni, invieremo invece ai 518 Comuni di Frontiera una proposta di “Ordine del Giorno” da approvare in Consiglio Comunale e inviare al Governo con la richiesta di stralciare la “Tassa sulla Salute”, una tassa ingiusta e in contrasto con il nuovo accordo fiscale», continua Mastromarino.

Ecco il testo della lettera inviata ai parlamentari del territorio da Mastromarino, con oggetto «Riconoscimento dei Comuni di Confine e del regime transitorio per i “vecchi frontalieri” ai sensi del nuovo accordo fiscale tra Italia e Confederazione Elvetica del 23 dicembre 2020».

​Il nuovo Accordo tra Italia e Svizzera relativo alla imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri, all’articolo 9 prevede il regime transitorio per i lavoratori che al momento della entrata in vigore dell’Accordo o tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023 hanno svolto attività di lavoro dipendente nell’area di frontiera in Svizzera, e che restano imponibili soltanto nella Confederazione Elvetica.

​Il 22 dicembre 2023, Italia e Svizzera hanno siglato un accordo amichevole che definisce con precisione l’elenco dei comuni Italiani (518) e Svizzeri di confine, che ai sensi dell’articolo 2 del nuovo Accordo fiscale, includono le località poste entro i 20 km dal confine tra i 2 Stati ove risiedono i lavoratori frontalieri beneficiari del regime transitorio sopra richiamato.

Tuttavia, i tre Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese, hanno inteso nelle direttive applicative dell’Accordo, considerare “vecchi frontalieri” beneficiari del regime transitorio, solo quelli residenti nei Comuni italiani presenti nelle liste unilateralmente compilate a partire dal 1974, anno di stipulata del precedente accordo fiscale.

In questo modo i “vecchi frontalieri” residenti in 71 Comuni arbitrariamente non presenti in questi elenchi non vedono riconosciuto dalle autorità cantonali il beneficio del regime transitorio di tassazione unicamente in Svizzera. ​E’ una evidente forzatura interpretativa, a svantaggio di molti frontalieri italiani, che impone una soluzione sul piano politico.

​Per questo motivo, alla luce di quanto fin qui esposto, ti chiediamo di impegnare il Governo a richiedere al più presto la convocazione della “Commissione mista”, prevista dall’art. 6 paragrafi 1 e 2 del nuovo Accordo al fine di “risolvere per via di amichevole composizione qualsiasi questione inerente all’interpretazione o all’applicazione del presente Accordo”.

Il sindaco e presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera
Architetto Massimo Mastromarino

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