Luino | 8 Febbraio 2024

Luino si prepara a celebrare il Giorno del Ricordo

Sabato mattina alle 9.30 di fronte a Palazzo Serbelloni la commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Cittadini invitati a partecipare: «Non possiamo dimenticare»

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Il prossimo sabato 10 febbraio anche il Comune di Luino celebrerà il Giorno del ricordo, nella data dedicata alla memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle discriminazioni subite dalle comunità italiane in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.

In occasione di questa significativa giornata, istituita con legge nazionale nel 2004 (Legge 30 marzo 2004, n.92) la cittadinanza è invitata a partecipare alle cerimonie che avranno luogo sabato mattina alle 9.30 in Piazza Crivelli Serbelloni, di fronte al municipio. Lì è posto un cippo commemorativo, mentre al Parco a Lago si trova la targa che lo intitola a Norma Cossetto, uccisa presso la foiba di Villa Surani.

Quella di sabato sarà «una commemorazione che deve essere di tutti e vorremmo che la cittadinanza partecipasse numerosa – è l’auspicio del sindaco Enrico Bianchi  – È sempre bene ricordare che le discriminazioni e i crimini delle foibe racchiudono in sé il germe della vendetta per quanto subito durante l’occupazione fascista e nazista della Jugoslavia. Violenza chiama violenza, in una spirale drammatica che purtroppo è attuale. Ci piacerebbe che anche i giovani luinesi partecipassero alle commemorazioni di sabato 10 febbraio, oggi più che mai conoscere la Storia è fondamentale».

«All’indomani del Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 che obbliga l’Italia a cedere la maggior parte della Venezia Giulia con l’Istria, Fiume e le Isole del Quarnaro, nonché la città dalmata di Zara, trecentomila persone sono state costrette a lasciare la propria casa. Ma ancora prima, tra il 1943 ed il 1947, migliaia di italiani furono gettati all’interno delle foibe, questi inghiottitoi carsici, da parte dei partigiani jugoslavi, una vera e propria pulizia etnica. Non possiamo dimenticare questo orrore – aggiunge la vicesindaca e assessora ai Servizi educativi Antonella Sonnessa – Una grande lezione di civiltà è stata impartita il 13 luglio 2020 dal presidente Sergio Mattarella e dal presidente sloveno Borut Pahor quando, a Basovizza, hanno reso omaggio a tutte le vittime del confine orientale».

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