È stata approvata martedì 16 gennaio, in Consiglio regionale, la mozione del centrodestra per l’implementazione dei corsi di formazione per gli agenti di Polizia locale.
Nel merito è intervenuto il consigliere regionale leghista Emanuele Monti, presidente della commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia, che spiega: «La nostra Regione, in collaborazione con Polis-Lombardia che fa da interfaccia con gli operatori di Polizia locale, da molti anni investe nella formazione degli oltre ottomila agenti presenti sul territorio. E ora, una volta di più, con la mozione approvata oggi al Pirellone, ha deciso di implementare quella formazione professionale che è già di qualità, addirittura unica a livello nazionale, auspicando che possa essere sempre più aderente alle richieste di sicurezza, di tutela, di vigilanza e di pianificazione avanzate da cittadini, istituzioni e imprese».
«Regione Lombardia – spiega Monti – da sempre assicura al personale della Polizia locale una preparazione d’ingresso e di qualificazione approfondita e articolata, maturata in anni di esperienza nel comparto. La formazione di ingresso al ruolo riveste particolare importanza, poiché è obbligatoria per l’assunzione dei compiti operativi. Gli enti locali e gli operatori sono poi consapevoli, al di là dell’obbligo, che la formazione di base è indispensabile per dotare gli operatori di Polizia locale delle conoscenze necessarie ad espletare con competenza il proprio ruolo».
«Per questo motivo – conclude – consci che alcuni percorsi formativi della mozione votata oggi sono già parte integrante di moduli formativi esistenti o in via di definizione, le funzioni e le competenze richieste oggi agli operatori di Polizia locale devono essere sempre più specifiche, specialistiche e innovative per stare al passo coi tempi. La Polizia locale, in quanto profonda conoscitrice delle realtà delle nostre città, può e deve mirare a divenire uno degli interlocutori centrali dell’Ente locale, non solo nel momento operativo, ma anche durante la pianificazione degli interventi e nella fase decisionale. Questo nell’interesse primario dei cittadini».
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