Luino | 5 Dicembre 2023

Luino, Artoni replica alla vicesindaca Sonnessa: «Preferiscono cancellare la storia, mentre la città piange»

Il capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni” ribatte alla presa di posizione seguita al respingimento, in consiglio comunale, della mozione sulla gestione economica dei minori

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«Censure sconsiderate, tentativi di cancellare la storia non conforme, attacchi pregiudiziali e ideologici. Stiamo parlando di un nuovo regime dittatoriale? No, sono prese di posizione della maggioranza contro una mozione la cui unica colpa era di menzionare un’istituzione nata nel 1925 la ONMI. Attenzione, le mie intenzioni non erano quelle di prenderla come modello riferimento, ma semplicemente come dato storico. Ma la storia a qualcuno dà fastidio, e allora che fare? Buttiamo via il bambino con l’acqua sporca o pulita che sia, e ricominciamo a prendersi a mazzate?».

Non si placa il botta e risposta tra il capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni” Furio Artoni e la vicesindaca Antonella Sonnessa in merito al respingimento, avvenuto in consiglio comunale, di una mozione presentata dallo stesso Artoni sul tema della gestione economica dei minori affidati ai Comuni.

«L’intervento del vicesindaco è stato a dir poco sconcertante in aula e ancora di più sui giornali – rimarca Artoni – Pur di far prevalere la pregiudiziale ideologica su un aspetto storico oggettivo, si è preferito rinunciare a prendere posizione a favore dei luinesi. Un dato preoccupante è aggravato dal fatto che viene ribadito sui giornali, riportando anche dati distorti e di una acrimonia faziosa. Preciso che il sottoscritto ha svolto attività a favore delle donne da oltre quindici anni (certo, a differenza di alcune donne, senza andare in piazza a picchiare sui coperchi delle pentole) e non ha certo da imparare nulla da nessun membro della maggioranza».

«Come scusante si dice che la questione economica gravosa era già stata segnalata anche da altri. Ma la domanda è: “È stato fatto qualcosa sino ad oggi?”. La risposta è no. E allora – prosegue l’avvocato – cosa pensano di fare gli esponenti della della maggioranza, aspettano che qualcuno si muova? Come per l’ospedale di Luino? Aspettiamo che siano altri a decidere o si prende posizione e si sollecitano gli enti competenti in modo determinato?».

«La maggioranza preferisce cancellare la storia nel bene e nel male, i simboli, i ricordi, per creare un’identità conforme al loro pensiero unico. Ma non abbiamo già sentito parlare di queste cose? – continua il consigliere – Credo che nel Pleistocene i pitecantropi probabilmente fecero anche qualche saluto al sole a braccio alzato. Cancelliamo il Pleistocene, togliamo i tombini in ghisa con il simbolo del fascio e incendiamo le foto in bianco e nero che sono tutt’ora affisse al nido di Luino, dove foto in bianco e nero del periodo impronunciabile ritraggono bambini con le loro educatrici. Facciamo un bel falò e cancelliamo tutto… Ma questi falò mi fanno sovvenire qualcosa: quello non era mica un periodo storico da cancellare dove incendiarono i libri sgraditi al regime?».

«Intanto la città di Luino piange sotto la devastazione della piazza Libertà, che diventerà piazza Stalingrado, e la nuova viabilità, dove sarà vietata la svolta a destra perché di chiaro richiamo fascista… A proposito l’ospedale di Luino è stato realizzato nel 1827, è stato ampliato e potenziato nel 1935, sino al 1945 (in pieno periodo innominabile). Ora – conclude Artoni – forse capisco perché sull’ospedale la maggioranza nicchia. Ringrazio, invece, il consigliere Cataldo per la solidarietà espressa in consiglio e per la posizione equilibrata assunta pubblicamente».

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