Orino è sempre più il “paes dul dialet”. Il piccolo borgo della Valcuvia, da qualche anno è diventato il centro della cultura dialettale locale, tra le conversazioni del mercoledì in biblioteca, due libri dati alle stampe e targhe disseminate per il paese con indovinelli, massime, proverbi o disegni tutti legati al vernacolo della zona.
Ma le iniziative dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Cesare Moia per far crescere sempre di più Orino da questo punto di vista non si fermano qui.
È infatti in fase di ultimazione un sentiero che conduce alla Rocca, i cui protagonisti sono i bambini che frequentano la scuola primaria di Azzio e i loro disegni che accompagnano indovinelli in dialetto: installati su dei pannelli, i motti scandiscono il cammino di quello che è stato denominato “Sentee di induinei in dul bosch” (“Sentieri degli indovinelli nel bosco, ndr) e che, da qualche giorno, vede un’altra presenza speciale.
Si tratta di “ul Striun”, una statua in legno che raffigura uno stregone cesellata dal maestro Sergio Terni, l’autore del “Bosco Incantato” di Caldana, e che arricchisce ancora di più anche questo nuovo sentiero, grazie anche al lavoro dei due orinesi Luigi e Giancarlo che hanno preparato il basamento per la sua posa.
«L’idea – spiega il primo cittadino che ringrazia i concittadini e lo sculture per il bel contributo all’iniziativa – è quella di inaugurare ufficialmente tutto tra settembre e ottobre, in modo tale da coinvolgere in prima persona i bambini che hanno realizzato i disegni».
Nel mentre si continua a lavorare su un altro sentiero e a una nuova mappa dedicata proprio ai percorsi dialettali, che farà il paio con quella dedicata a un altro simbolo di Orino, la mela “Pom Pepin”, installata in piazza XI Febbraio.
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