Varese | 28 Giugno 2023

Delitto di Malnate, Domenichini a processo davanti alla Corte d’assise

Disposto il rinvio a giudizio per l’uomo accusato di aver ucciso la pensionata Carmela Fabozzi, il 22 luglio dello scorso anno. Condannato a 1 anno e 4 mesi il presunto complice

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Inizierà il 20 settembre davanti alla Corte d’assise di Varese il processo a carico di Sergio Domenichini, il 67enne accusato dell’omicidio di Carmela Fabozzi, la pensionata di Malnate uccisa il 22 luglio dello scorso anno nel suo appartamento di Malnate, in via Sanvito. 

Questa la decisione del gup, arrivata nel pomeriggio di oggi insieme alla condanna a un anno e quattro mesi per Antonio Crisafulli (il pm aveva chiesto 8 mesi), varesino di 62 anni accusato di favoreggiamento e giudicato con rito abbreviato.

Per la procura fu il 62enne, il giorno del delitto, a prelevare in auto l’assassino della pensionata, in via Sanvito, accompagnandolo poi a disfarsi dei cellulari della donna, gettati nell’Olona, e a vendere in un Compro Oro i gioielli rubati in casa della povera pensionata, uccisa con nove colpi alla testa, sferrati con un pesante vaso di vetro. 

Ricostruzione che Crisafulli aveva negato già alla conclusione delle indagini, e che ha respinto anche oggi, prima della sentenza, dicendo di non essersi accorto che Domenichini fosse sporco di sangue il giorno del delitto, e negando anche di averlo visto gettare i telefoni della vittima. «Ancora oggi non capisco come possa aver fatto una cosa del genere», ha affermato l’uomo. 


Nessun commento invece da parte dei parenti di Fabozzi, il figlio e la nipote, che si sono costituiti parte civile nel processo. «La famiglia è in difficoltà, anche sulla posizione del presunto complice – ha fatto sapere l’avvocato Andrea Boni, legale di parte civile insieme al collega Enzo Andrea Cosentino – Il favoreggiamento è un reato che presuppone una condotta di consapevolezza rispetto a certi fatti: la distruzione dei cellulari, la sottrazione dei gioielli, che poi sono stati fusi e non torneranno più. Per i parenti è difficile da accettare». 

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