Posizionate le colonnine con i contatori e ordinate le telecamere. Ora al Comune di Mesenzana non resta che attendere la consegna degli apparecchi per poter procedere con l’attivazione del nuovo impianto di videosorveglianza, che coprirà diverse aree del paese dal centro alla strada statale.
Un progetto che l’amministrazione comunale aveva annunciato lo scorso anno, proprio di questi tempi, a seguito di alcuni eventi spiacevoli: una sassaiola contro le vetrate del municipio e i danneggiamenti di varie auto tra via Ramelli e via Mazzini. Le procedure hanno subito rallentamenti burocratici ma ora manca davvero poco, e già con l’inizio dell’estate potrebbe arrivare l’installazione dei dispositivi elettronici.
Le già citate vie Ramelli e Mazzini, in centro paese, fanno parte del pacchetto di aree da sorvegliare, insieme a via Uberto da Masanzana, alle scuole elementari, al palazzo comunale, alla zona della Vecchia Filanda e a quella del parcheggio della pista ciclabile, al confine con Grantola, dove sono presenti uno spazio fitness all’aperto e il distributore di kit per la raccolta differenziata. Nell’elenco, infine, i punti di entrata e uscita in direzione Valganna, Valcuvia e Luino, su cui opererà un sistema di lettura targhe che all’occorrenza potrà essere consultato anche dalle forze dell’ordine.
L’investimento per l’opera è di 90mila euro, soldi che arrivano dalle casse comunali. L’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Rossi ha dovuto fare da sé, data l’impossibilità di accedere a contributi economici tramite bandi. Troppo stringenti, per un piccolo borgo come Mesenzana, i requisiti imposti per posizionarsi nelle graduatorie, che premiano fattori come la presenza sul territorio comunale di un Corpo di polizia locale strutturato o il numero di abitanti a cui i servizi di sicurezza sono rivolti (Mesenzana ne ha poco più di 1.500).
Qualcosa su questo fronte potrebbe sbloccarsi con i bandi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma è ancora presto per dirlo. Data la complessità di questi processi, occorrono valutazioni approfondite prima di investire tempo e risorse su potenziali candidature che potrebbero rivelarsi inefficaci.
«Con i nostri 90mila euro iniziamo a dare vita al progetto e a posizionare le prime telecamere nei luoghi in cui è prioritario intervenire – commenta il sindaco Rossi – Poi, con il sistema in funzione, valuteremo eventuali miglioramenti».
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