Correva lungo la pista ciclopedonale a Germignaga, a fine aprile, quando si è sentito male e si è accasciato a terra. Fortunatamente, però, a percorrere il tracciato vi era qualcuno in grado di praticare il massaggio cardiaco e di soccorrerlo in attesa dell’arrivo del personale del 118 e dell’elisoccorso. Lo ha fatto per venti lunghissimi minuti, con un rischio di danni a livello cerebrale davvero alto.
Così si è salvato Alessandro Fantoni, grazie a “buoni samariani”, come li definisce lui nella toccante lettera che ha inviato alla nostra redazione nella giornata di ieri. L’uomo è ancora ricoverato all’ospedale di Legnano, dove è stato trasportato quel maledetto giorno, ma sta lentamente tornando in forma, dopo tanti giorni di ricovero.
Ed oggi, non solo è alla ricerca delle persone che gli hanno salvato la vita (che si possono mettere in contatto con lui scrivendo alla nostra mail redazione@luinonotizie.it), ma ha voluto rendere pubblico l’amore che prova nei confronti della sua donna, alla quale ha chiesto di sposarla proprio negli scorsi giorni. «Se accetterà, voi “buoni samaritani” sarete miei testimoni», conclude Alessandro.
Ecco la lettera integrale.
Ultimo giorno di maggio 2023
Lettera aperta indirizzata a quelli che io chiamo “buoni samaritani”, non essendo a conoscenza del loro vero nome, né avendoli mai visti in volto, ma solo pensati nel racconto della mia vicenda.
Se è vero che gli atti di un uomo (o donna) non possono eccedere la sua forza di volontà, allora io sono messo alla prova proprio ora che la mia vita dipende quasi del tutto da macchine e dalla bontà d’animo di chi mi sta vicino.
Dopo poche righe sono già esausto, ma è proprio ora che si manifesta quella forza di volontà di cui parlavo.
Cari “buoni samaritani”, se la vostra forza di volontà fosse venuta a mancare quel giorno fatale non sarei qui a scrivere stringendo i denti, ma sarei già cibo per vermi o come dicono certi maligni sarei un tronco umano.
Cari “buoni samaritani”, ringrazio Dio che tramite voi mi ha concesso ancora qualche tempo sotto il bel sole.
Mi chiedo a quale scopo: evidentemente ci sono cose che devo condurre a termine. Dopo essere stato testimone della ferrea volontà della mia donna che non si è tolta un giorno dal mio capezzale, io che non le ho mai detto una sola volta “ti amo” ho capito perché sono ancora qui: per dirle finalmente “Ti amo” e per chiederle “Vuoi sposarmi?“.
Se accetterà, voi “buoni samaritani” sarete miei testimoni.
Sinceramente vostro,
Alessandro Fantoni
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