Luino | 21 Maggio 2023

Valli del Verbano, raccolta differenziata sopra la media nazionale

Raggiunta quota 81%, ma resta il problema dell'indifferenziata. Il punto sull'appalto con Econord, tra nuovi servizi, obiettivi centrati e progetti futuri. La piattaforma di Cavona sarà riqualificata

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A fronte di una media nazionale del 63% (dati Anci Conai), la raccolta differenziata di Comunità Montana Valli del Verbano lo scorso aprile ha toccato quota 81%.

Un risultato che premia le politiche ambientali dell’ente (che rappresenta trenta paesi dell’alto Varesotto) e che aiuta a riflettere sul lavoro avviato a dicembre 2021 con un nuovo appalto di gestione rifiuti, condiviso con Econord, i cui progressi sono stati illustrati nella mattinata di ieri a Palazzo Verbania dall’assessore all’ambiente di Comunità montana, Gianpietro Ballardin.

Dal 2017 ad oggi. I numeri trattati nel convegno luinese vanno oltre il percorso compiuto negli ultimi mesi, e abbracciano un orizzonte temporale più ampio: nel 2017 l’efficienza della differenziata era ferma al 70%. Sono passati cinque anni e il balzo in avanti è stato notevole. Importante, a questo proposito, anche la riduzione pro capite del secco, la cui media è del 24% (con punte che superano la soglia del 30%). «È il dato più importante – ha spiegato Ballardin – perché il secco è la frazione che costa di più nella fase di smaltimento, e che crea più problemi a livello ambientale». Non a caso, il 23% dei rifiuti prodotti nel 2022 è dato dal secco. «Bisogna continuare a scendere su questo fronte – ha aggiunto l’assessore – per contenere i costi a carico della collettività. È un obiettivo dell’appalto. E per ridurre (5.488 le tonnellate di secco raccolte lo scorso anno, ndr) serve differenziare».

Gli investimenti. Comunità Montana, dalla fine del 2021 ad oggi, per poter raggiungere i propri obiettivi di crescita, ha chiesto sacrifici ai cittadini, cambiando il calendario della raccolta e riducendo i ritiri. Ma ha anche dato tanto, puntando forte sull’aggiunta di nuovi servizi: il ritiro del verde porta a porta, l’installazione di distributori automatici di sacchetti e di ecosiole, solo per citare alcuni esempi. E ha scommesso in modo significativo sul digitale, a cominciare dalla messa a punto di una nuova app, “Ecoinfo”, per migliorare la comunicazione con gli utenti, e per fornire riferimenti chiari sul modo corretto per differenziare (vedi l’ormai nota guida intitolata “dove lo butto?”).

Le scuole. Gratificante l’esperienza a contatto con gli studenti del territorio, destinata a proseguire con nuovi capitoli fatti di creatività, didattica, momenti di divertimento. Un piano di iniziative reso possibile, fino a qui, dalla collaborazione tra Comunità Montana e cooperativa sociale Koinè, grazie alla quale l’educazione ambientale è entrata in trenta scuole delle valli, con cento laboratori, il concorso “meno rifiuti a monte, meno rifiuti a valle” e la recente esperienza di Rüderart, che ha permesso agli alunni di apprendere le buone pratiche di differenziazione dei rifiuti, cercando poi l’attenzione degli adulti (a cominciare dai genitori) con dei simpatici video diffusi via social.

I problemi. Tante cose hanno funzionato e convinto, nell’ultimo anno e mezzo. Ma non sono mancate le note dolenti, e ad oggi restano dei fronti su cui occorre invertire la rotta. I boschi e le strade delle valli restano infestati dai rifiuti abbandonati, nonostante l’incessante azione di contrasto delle squadre di volontari di Amo Madre Terra. Un’azione ormai indispensabile e legata a numeri che danno un’idea del fenomeno: 2000 sacchi riempiti nel 2022, battendo 110 chilometri di bordo strada, ha fatto sapere il presidente dell’associazione, Ermanno Masseroni, intervenendo al convegno di ieri. E poi ci sono le cattive abitudini di chi ancora fatica a differenziare o non ci prova nemmeno; di chi espone i rifiuti in modo scorretto, creando ingombro e costringendo di conseguenza gli operatori ecologici a viaggi extra e turni più lunghi. C’è inoltre una questione che riguarda i supermercati: i rifiuti ammassati nei punti di raccolta, spesso non divisi per tipologia, danneggiano il lavoro di chi deve ritirarli e poi smaltirli. «Serve un impegno diverso – ha affermato Ballardin – e il personale dei supermercati deve essere correttamente formato».

Il futuroAmpia la panoramica su quello che è stato fatto. Ma anche i mesi a venire saranno ricchi di spunti. Comunità Montana ha annunciato un incremento nei giri di raccolta dei rifiuti, a cominciare dall’estate, più svuotamenti periodici delle eco isole (che passeranno da sei a dieci), più rifornimenti di kit per i distributori automatici di sacchetti, senza aggravio di costi. La piattaforma ecologica di Cavona verrà riqualificata grazie ad un investimento di circa 300mila euro, connesso ad un bando. E a Maccagno verrà sperimentato per la prima volta un servizio con qr code per il conferimento rifiuti dei turisti stranieri.

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