La pioggia dello scorso finesettimana, pur incessante, non ha però posto un freno alla grande festa della 94esima adunata nazionale degli Alpini che quest’anno si è svolta a Udine, in Friuli Venezia Giulia.
Dall’11 al 14 maggio la cittadina friulana ha infatti accolto e ospitato 85mila “penne nere” provenienti da ogni parte d’Italia, oltre a tantissimi cittadini e visitatori accorsi per l’occasione.
Diversi e numerosi i gruppi dell’alto Varesotto presenti all’adunata e nel tradizionale corteo di domenica, durato ben undici ore, lungo le vie della cittadina addobbate a festa, al quale hanno assistito anche alcune delle massime cariche dello Stato come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Tanti, come sempre in questi eventi, i momenti di convivialità e di incontro in ogni angolo della città, tra buon cibo, ottimo vino, musica e canti. E non sono mancati neanche saluti tra “vecchie conoscenze”, come nel caso di alcuni luinesi che hanno avuto l’occasione di ritrovare e salutare il capitano Alessandro Volpini, in precedenza comandante della Compagnia Carabinieri della città lacustre e attualmente al comando del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale con sede proprio a Udine.
«L’adunata è andata molto bene, nonostante la pioggia», commenta soddisfatto Sergio De Vittori, capogruppo di Bosco-Montegrino e presidente del Gruppo Musicale Boschese, le cui note hanno accompagnato come sempre la sfilata di oltre un un centinaio di Alpini della Sezione di Luino. Sezione che l’anno prossimo festeggerà il suo centenario e che a Udine, oltre a uno striscione su cui campeggiava la frase “Vogliamoci bene”, è stata accompagnata da sette sindaci del territorio, tra i quali anche la prima cittadina di Cunardo Pinuccia Mandelli, alla sua prima partecipazione in fascia tricolore.
«È stata un’esperienza emozionante, sicuramente – racconta Mandelli – Io ci tengo ad andare perché gli Alpini, a livello locale, sono sempre presenti e mi sembra giusto partecipare a questo momento che per loro è di festa, ma anche di riconoscimento dell’appartenenza. Abbiamo sfilato con orgoglio nonostante il brutto tempo e mettere la fascia in queste occasioni è speciale. È stato bellissimo vedere anche i corpi speciali, come quelli degli operatori con i cani da soccorso per la ricerca delle persone sotto le macerie e nei boschi: magari non ci si pensa tanto, ma a vedere questi gruppi speciali ci si rende conto di quanto sia importante la loro presenza e quella dei tanti giovani che ne fanno parte».
Il viaggio in Friuli, per la sindaca di Cunardo, ha rappresentato anche un’occasione per visitare altri due luoghi simbolo della regione e della Storia italiana: il Sacrario di Redipuglia e Aquileia con il suo Cimitero degli Eroi, dove sono sepolti gli altri dieci Militi Ignoti e Maria Bergamas, la madre che scelse il feretro del soldato che oggi si trova all’interno dell’Altare della Patria, a Roma: «Pensare alla Festa della Mamma sulla tomba di questa donna, sulla quale c’è scritto “Per tutte le madri”, è stato sicuramente un modo particolare di celebrarla. E anche andare a Redipuglia. Sono momenti che ti fanno pensare», conclude Mandelli.
«L’adunata è stata bellissima come al solito – aggiunge il sindaco di Besano Leslie Mulas, anche lui presente a Udine – È la quinta a cui partecipo e ormai per me è diventato un appuntamento istituzionale fisso, perché si fa compagnia, si ride, si scherza, ma oltre alla goliardia si respira anche tanto amor di Patria e di storia che gli Alpini hanno fatto per l’Italia. Durante la sfilata poi, il calore della gente è unico, un momento di popolo».
Tanta emozione anche per il sindaco di Sangiano Matteo Marchesi, recatosi nel capoluogo friulano insieme al gruppo Alpini di Sangiano-Leggiuno: «Sapevo, dai racconti degli altri, che era un’esperienza da fare almeno una volta nella vita e viverla è stato bellissimo – racconta – Abbiamo trascorso tre giorni in città, visitandola e toccando con mano l’atmosfera che si respirava in ogni angolo, con la musica delle fanfare, i sorrisi e la festa, nonostante la pioggia incessante».
«Mi ha colpito la vicinanza e l’amicizia del gruppo con cui sono andato e li ringrazio tutti perché mi hanno fatto sentire come se fossi a casa e voglio fare i complimenti al Comune di Udine per l’ottima organizzazione. È stato uno dei momenti più suggestivi della mia vita – conclude Marchesi – e me lo porterò sempre nel cuore».
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