Luino | 25 Marzo 2023

Frana di Creva (Luino), Artoni: «La montagna può aspettare, donne e uomini no»

Il consigliere rilancia il suo progetto: «Pensiamo a case prefabbricate come per i terremotati e alla creazione di un conto corrente aperto dal Comune e destinato a raccogliere fondi»

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«Ormai sulla situazione di Creva si stanno avvicendando varie posizioni, alcune adeguate e altre magari discutibili. La Regione ha erogato un primo contributo indispensabile, anche se non sufficiente a risolvere il problema e di questo impegno della Regione bisogna darne atto».

Esordisce così il capogruppo di minoranza (“Azione civica per Luino e frazioni”), Furio Artoni, a margine dell’annuncio da parte di Regione Lombardia relativo allo stanziamento di 640mila euro per la frana di Creva, soldi utili a intervenire con la mitigazione del rischio di caduta massi.

Per Artoni, però, «il problema principale cui mi riferisco sono le famiglie fuori casa. La montagna può aspettare, gli uomini no. Sicuramente con la bella stagione, chi è in una situazione di affitto agevolato si troverà a doversi confrontare con i proprietari di casa, che troveranno sicuramente più remunerativo affittare ai turisti che non agli sfollati. E questo è il punto non per i prossimi mesi, ma per i prossimi giorni».

Durante la presentazione di una sua interrogazione comunale, Artoni propose l’acquisto di case prefabbricate utilizzate per i terremotati, che secondo il consigliere potrebbero essere dislocate nell’area Camper di Luino o nei Comuni limitrofi.

«Garantirebbero un’autonomia per gli sfollati e sicuramente una collocazione dignitosa – continua Artoni -. È sicuramente un caso per la protezione civile a livello nazionale. Famiglie che non hanno liquidità per affrontare il quotidiano sono sicuramente allo sbando. Certo, quando si è in questa situazione si possono compiere azioni dettate dalla rabbia e non dalla logica. Ma il problema resta».

«E allora pensiamo ad un progetto: case prefabbricate per i terremotati, un numero unico in Comune a Luino destinato ad informare gli sfollati dell’andamento della situazione, e magari anche la creazione di un conto corrente aperto dal Comune e destinato a raccogliere fondi per chi vuole aiutare queste persone. Tre proposte concrete, per un aiuto concreto, per uscire da questo momento difficile, per mostrare che il nostro territorio sa muoversi, e quando occorre battere i pugni sul tavolo con idee efficaci».

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