Luino | 8 Febbraio 2023

Frana di Creva, aiuti per gli affitti degli sfollati

Soldi dal Comune attraverso il Piano di Zona. L'annuncio ieri in Consiglio: già definiti i requisiti per ottenerli. La proposta dall'opposizione: piano alloggi come per i terremotati

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Con i fondi messi a disposizione dalla Regione per il Piano di Zona – rete che unisce ventiquattro Comuni del territorio per la condivisione di servizi in ambito sociale – sarà possibile aiutare economicamente gli sfollati del complesso residenziale “La Cavetta” di Luino, senza casa da inizio gennaio a causa della frana che ha interessato la montagna situata sopra i condomini, in via Creva.

Alcuni di questi luinesi (ventisei in totale le famiglie coinvolte) hanno trovato ospitalità da parenti e amici, ma altri sono stati costretti a cercare una sistemazione temporanea in affitto, aggiungendo così ai timori per le tempistiche della messa in sicurezza del versante in via Creva, le spese extra per potersi mantenere altrove. E il Comune di Luino, tramite i Servizi sociali, intende fare la propria parte.

Lo ha annunciato ieri sera in Consiglio comunale l’assessore Elena Brocchieri, a margine di un incontro con gli amministratori del Piano di Zona, convocato per capire come affrontare le richieste di aiuto degli sfollati. Un primo contributo – ha spiegato Brocchieri – arriverà dai soldi del fondo regionale per il sostegno affitti, un canale che mette a disposizione del Piano di Zona 266.000 euro. La metà può essere impiegata per eventi calamitosi.

Una quota, pari a circa il 30% (40.000 euro), verrà destinata alle famiglie, che potranno recarsi direttamente ai Servizi sociali e chiedere il contributo, secondo i requisiti individuati da Comune e Piano di Zona per attivare il meccanismo, a cominciare da un ISEE non superiore a 40 mila euro e dalla presenza nel nucleo familiare di anziani, minori e persone non auto sufficienti. Raccolte le domande e stilata la graduatoria, si potrà accedere ai contributi – che saranno erogati in un’unica soluzione – in qualsiasi momento dell’anno. Il regolamento messo a punto dagli amministratori locali resta inoltre un riferimento, a livello procedurale, per le emergenze abitative in caso di calamità naturali.

La quota che ha permesso il reperimento di questo primo budget potrebbe cambiare in base alle esigenze e altri soldi potrebbero arrivare, sempre dalla Regione Lombardia e sempre attingendo dagli aiuti per gli affitti, ma per questo bisognerà attendere l’insediamento della nuova amministrazione regionale perché quella attuale – date le elezioni imminenti – non può più esercitare determinate funzioni. «Ci siamo già mossi anche per trovare degli spazi abitativi – ha aggiunto Brocchieri – ma non è facile. Alcune soluzioni individuate sono poi state scartate dalle famiglie, che avrebbero dovuto spostarsi da Luino», con tutto ciò che ne consegue per chi, ad esempio, ha figli in età scolare.

Mentre in via Creva procedono le attività per la messa in sicurezza del versante – posizionata una rete paramassi, a giorni dovrebbe partire lo svuotamento del canalone che ha raccolto le rocce cadute con il movimento franoso – a Palazzo Serbelloni c’è chi rilancia sulla necessità di tenere accesi i riflettori su tutti gli aspetti critici della frana e su chi purtroppo li sta subendo in prima persona. A questo proposito il consigliere d’opposizione Furio Artoni ha toccato il tema con una proposta: pensare ad un piano alloggi – anche provvisorio – simile a quelli per i terremotati, al fine di alimentare la ricerca di posti idonei per gli sfollati, coinvolgendo anche i Comuni limitrofi.

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