Il Piano di Governo del Territorio, strumento di pianificazione urbanistica che definisce l’assetto di un territorio comunale, inquadra l’area della frana di Creva con dei parametri che non corrispondono al reale livello di pericolo, visto quanto accaduto.
E’ questa la premessa dell’interrogazione che il consigliere di minoranza Furio Artoni (“Azione civica per Luino e frazioni”) presenterà questa sera in Consiglio comunale. Il consigliere d’opposizione, tavole tecniche e dati del PGT alla mano, punta il dito contro una serie di parametri definiti illogici e difformi dalla realtà. Ad esempio per quanto riguarda porzioni della zona dove sono presenti i condomini del complesso residenziale “La Cavetta” (colpiti dalle frane di inizio gennaio che hanno lasciato senza casa ventisei famiglie), associate ad una pericolosità in parte “bassa” e in parte “media” rispetto al rischio frane.
Vi è poi il problema, secondo Artoni, del deposito “ex Crespi”, che sorge in prossimità dei condomini e che nelle carte del PGT viene classificato come zona “MA”, che sta ad indicare l’esigenza di un “miglioramento ambientale“, con possibilità di costruire nuove residenze. Per Artoni l’area, data la sua particolare natura morfologica e geologica, andrebbe considerata ad alto rischio di frane e inoltre, sottolinea il consigliere, non si capisce perché dalle carte debbano emergere due versioni discordanti sul livello di pericolosità: da una parte si dice che l’area è a rischio frane, dall’altra si afferma che è ancora edificabile.
E qual è la posizione della giunta Bianchi rispetto a ciò che emerge dal Piano di Governo del Territorio? La risposta arriverà direttamente in assemblea, oppure nei prossimi giorni in forma scritta. Ma gli interrogativi per il consigliere d’opposizione non si fermano qui: l’amministrazione comunale intende procedere con una variante del PGT per impedire nuove costruzioni nella zona adiacente ai condomini “La Cavetta?”; e poi ancora: sono in corso accertamenti per verificare se vi siano state responsabilità da parte del Comune per le valutazioni non conformi alla situazione e per le concessioni edilizie che ci sono state negli anni? E il Comune ha ipotizzato di sanzionare gli eventuali responsabili di queste pratiche edilizie, anche allo scopo di aiutare economicamente i cittadini sfollati?
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