A un paio di settimane dalla frana verificatasi in via Creva, a Luino, sono 26 i nuclei famigliari che si sono trovati costretti a lasciare i propri appartamenti, all’interno dei due condomini del complesso “La Cavetta” considerati inagibili per i molteplici rischi connessi ai crolli di materiale roccioso dal versante e dunque evacuati.
Una situazione difficile e oltremodo complessa che vede, oltre all’ingente problema della messa in sicurezza della montagna, anche quello, altrettanto importante, legato all’alloggiamento dei luinesi che ora si trovano senza casa.
«Non c’è nulla da discutere o da recriminare su scelte sbagliate in passato o sulla responsabilità per la messa in sicurezza di quell’area, adesso c’è l’emergenza delle famiglie sfollate – commenta il capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni” Furio Artoni – Mi sento dire che il primo pensiero deve correre a loro. Non si sa quando potranno rientrare e quando si riuscirà a mettere in sicurezza quell’area che tutt’ora grava minacciosa».
«In questo momento il primo obiettivo è aiutare gli sfollati. Non si per quanto potranno resistere in un questa condizione. Sicuramente c’è stata una gara di solidarietà nell’immediato che speriamo duri, anche se sappiamo che il tempo affievolisce tutti gli impegni. Dal canto mio, – afferma l’avvocato – ritengo che in questa situazione si possano sacrificare i faraonici campi da padel dal costo di 264mila euro, per destinare questi fondi reperiti nelle pieghe di bilancio, per aiutare quelle famiglie costrette ad abbandonare la loro casa».
«Il mio gruppo si è sempre battuto per lo sport e per gli interventi sportivi e le nostre idee prevedevano e privilegiano l’attività sportiva in ambiti sani e di crescita. Ora però – continua Artoni – c’è una situazione di grande disagio per molte famiglie e, in considerazione del fatto che con gli avanzi di bilancio si progetta un campo da padel di 264mila euro, si può pensare di sospendere il progetto e destinare i fondi per aiutare le decine di famiglie sfollate sino a che la situazione non si sarà stabilizzata».
«Non credo che i cittadini luinesi avranno da recriminare se per qualche anno dovranno fare a meno dei campi da padel. Sicuramente sono fortemente critico in questa scelta dell’amministrazione di utilizzare fondi per attività sportive che mi sembrano piuttosto elitarie e poco partecipative e adesso, a maggior ragione, ritengo indispensabile essere popolari e aiutare i luinesi in difficoltà con le loro famiglie. Saltiamo dal padel e saltiamo il padel per i nostri concittadini».
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