Non erano nemmeno le 8 del mattino quando la caduta di alcuni massi dalla parete rocciosa che sovrasta alcuni condomini di via Creva, a Luino, accanto alla centrale, ha svegliato i residenti.
Un episodio analogo a quanto accaduto la scorsa primavera, a quanto emerge dalle prime informazioni, che ha reso nuovamente necessaria l’evacuazione da una dozzina di appartamenti di 11 famiglie, circa 25 persone, per procedere a tutte le operazioni di analisi di quanto avvenuto e di messa in sicurezza. Alcuni sassi hanno anche riempito un bacino di contenimento e parte di esse hanno colpito la facciata del condominio e delle automobili parcheggiate.
Da alcuni giorni si udivano degli scricchiolii, come ci hanno raccontato alcune persone, fino al forte boato di questa mattina. E nel frattempo, dal versante, continua tuttora a staccarsi del materiale, come si vede dal video al termine di questo articolo.
Secondo alcune prime stime, sarebbero caduti circa 1500-2mila metri cubi di roccia, ma le reti e le opere messe in atto per implementare la sicurezza hanno dimostrato il loro funzionamento.
Sul posto vi sono i vigili del fuoco del distaccamento cittadino, la Polizia Locale, Polizia di Stato e carabinieri. Sono in arrivo anche gli specialisti del nucleo S.A.P.R. (Sistemi Aeromobile a Pilotaggio Remoto al fine di effettuare dei monitoraggi). Anche il sindaco Enrico Bianchi e i tecnici comunali Costa e Contini si sono recati in via Creva per constatare in prima persona l’accaduto, mentre il geologo Fabio Meloni sta monitorando la situazione.
Al momento è stato dichiarato inagibile lo stabile al numero 93/c di via Creva, mentre sono in corso ulteriori verifiche in particolare su un masso sporgente dalla parete.
Nel frattempo si è anche alla ricerca di una sistemazione per alcuni nuclei famigliari, con persone anziane. Uno verrà ospitato all’Hotel Internazionale mentre altri tre sono in fase di valutazione.
«Mia mamma quando ha visto la montagna – ha dichiarato una signora –, anni fa, ci aveva subito detto che qui non avrebbe mai vissuto. In quarant’anni sono successi diversi episodi, ma non così gravi: alcuni sassi avevano sfondato dei vetri di balcone, ma questa volta senza rete e senza muro i massi avrebbero colpito il palazzo».
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