«Gobbato ha ragione. Il disinteresse per la Stazione Internazionale di Luino rischia di disperdere uno dei principali patrimoni storici e culturali della città di Luino». A dirlo è l’ex sindaco, attuale consigliere comunale e deputato alla Camera dei Deputati, Andrea Pellicini.
«Negli anni scorsi – continua Pellicini -, soprattutto attraverso l’assessore comunale Alessandra Miglio, avevamo avviato molte relazioni e progetti per cercare di fermarne il declino, ma la situazione ora è sempre più preoccupante». Quello della stazione è un problema che dura da tempo, con degrado e mancanza di manutenzione spesso oggetto di critiche da parte dei cittadini, per una struttura che dovrebbe essere un fiore all’occhiello per accogliere i turisti, soprattutto quelli stranieri.
«Sarebbe fondamentale che l’amministrazione comunale si faccia davvero carico di affrontare il problema, che riguarda certamente la progettualità sul futuro di tutto lo scalo ferroviario, ma che non può prescindere da una minima strategia sulle condizioni di sicurezza, manutenzione e pulizia dell’immobile – va avanti ancora l’onorevole -. Chi oggi arriva a Luino ha un’impressione devastante della città, come se fosse stata appena bombardata o lasciata a sé stessa. RFI ha certamente enormi responsabilità a riguardo, ma il Comune è colpevole altrettanto se resta solo a guardare lo sfacelo».
«Mi rivolgo quindi al Sindaco Bianchi affinché sia impulso immediato alla Commissione Territorio, che, rispetto al passato, quando era ottimamente presieduta prima da Rosaria Torri e poi da Laura Frulli, pare oggi un organismo inesistente, gestito dalla maggioranza, anzi non gestito, solo per non dare la possibilità alle minoranze di collaborare. Mi aspetto pertanto che la Commissione venga convocata con urgenza entro gennaio e che si dia la possibilità alle associazioni interessate di partecipare alla discussione sulla Stazione Internazionale», conclude Pellicini.
Da quanto si è appreso ieri, però, dopo la denuncia lanciata dal presidente della Verbano Express, Emilio Gobbato, la matrice dell’incendio, il giorno dell’Epifania, che ha interessato il tetto delle ex aree doganali svizzere non è stata dolosa: le indagini dei carabinieri di Luino, infatti, hanno accertato come i locali a pian terreno non siano stati interessati dal rogo.
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