Da lunedì a oggi, mercoledì 4 gennaio, sono già oltre 160mila i fedeli che hanno varcato la soglia della Basilica di San Pietro, in Vaticano, per rendere un ultimo omaggio al Papa Emerito Benedetto XVI e recitare un’ultima preghiera al cospetto della sua salma esposta davanti al maestoso altare del Bernini.
È un flusso ininterrotto di pellegrini di ogni età e di ogni nazione, già presenti o accorsi a Roma dopo l’annuncio della morte del pontefice Emerito lo scorso 31 dicembre, a cui si sono uniti via via numerosi Capi di Stato e di Governo, a mostrare in queste ore quanto la figura di Joseph Ratzinger, nonostante quasi dieci anni di vita ritirata trascorsa fra le mura del monastero Mater Ecclesiae dopo le dimissioni del febbraio 2013, sia stata e sia tuttora amata e stimata da molti.
Domani mattina, alle 9.30, verranno celebrati i funerali solenni in piazza San Pietro, dove sono attesi tra i 65 e i 100mila fedeli. Circa 3700 i sacerdoti, con circa 120 cardinali e 400 vescovi saranno presenti alle esequie, con oltre 1000 giornalisti accreditati e la presenza di due delegazioni ufficiali, quella italiana guidata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e quella tedesca, con il presidente Frank-Walter Steinmeier, il cancelliere Olaf Scholz e il governatore della Baviera Markus Soeder.
A presiedere la funzione religiosa sarà Papa Francesco, che ha nuovamente ricordato Benedetto XVI durante l’udienza generale di questa mattina in aula Paolo VI definendolo «grande maestro di catechesi dal pensiero acuto e garbato», mentre il celebrante sarà il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio.
Come ha raccontato Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione e di Vatican News, certo è un evento a dir poco eccezionale il fatto che sia il pontefice regnante a presiedere i funerali del predecessore, ma non è un unicum e anzi, ha un precedente relativamente recente: bisogna infatti tornare al 1802, quando Pio VII celebrò i funerali solenni di Pio VI dopo esser riuscito a riportare a Roma le sue spoglie a tre anni di distanza dalla morte, avvenuta nel 1799 mentre quest’ultimo si trovava in esilio a Valence, prigioniero di Napoleone.
Nel frattempo, mentre gli ultimi fedeli hanno potuto rendere il loro omaggio al Papa Emerito, si vanno ultimando i preparativi sul sagrato di San Pietro, sul quale campeggia ora un grande arazzo raffigurante Cristo Risorto appeso alla loggia della basilica, mentre a partire dalla mezzanotte tutta l’area circostante diventerà “zona rossa” e vi si potrà accedere unicamente attraverso i varchi già predisposti.
Al termine del rito funebre il corpo di Benedetto XVI riposerà in una bara in cipresso chiusa con i sigilli della camera apostolica posta all’interno di una seconda bara in zinco, poi saldata e sigillata e a sua volta inserita in una cassa di legno. Al suo interno verranno poste anche le medaglie, monete coniate durante il Pontificato, i pallii e infine il “Rogito”, un breve testo che descrive il Pontificato.
Per volere dello stesso Ratzinger, la bara verrà tumulata nelle Grotte Vaticane, nello stesso luogo in cui, prima di lui, hanno riposato San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II.
In occasione delle esequie, la presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto che le bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici di tutto il territorio nazionale vengano tenute a mezz’asta. (Foto dalla pagina Facebook Vatican News)
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