Casalzuigno | 4 Gennaio 2023

Casalzuigno, polemica sui lavori post nubifragio: «Territorio a rischio». Il sindaco risponde punto su punto

Nell'ultimo Consiglio del 2022 il primo cittadino ha elencato all'opposizione le opere svolte dopo l'ondata estiva di maltempo. E ha attaccato: «Da voi in 10 anni una miseria per i torrenti»

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Fango e detriti ovunque, giorni di stato d’allerta con numerose squadre di volontari e forze dell’ordine in campo per cercare di arginare i danni e ripristinare i collegamenti tra strade e abitazioni. Un inizio d’estate da incubo per il Comune di Casalzuigno, il più martoriato tra quelli colpiti dal nubifragio dello scorso giugno, che in paese portò con sé 70 millimetri di pioggia e 2 mila metri cubi di rocce cadute.

Poi a inizio settembre il “secondo round” con un’altra ondata di maltempo. E nell’ultimo consiglio comunale del 2022 la resa dei conti, con il gruppo di minoranza consiliare, “La rinascita di Casalzuigno”, che in quell’occasione ha atteso dal primo cittadino Danilo De Rocchi le spiegazioni sui lavori post nubifragio, che erano state richieste proprio dall’opposizione, guidata dall’ex sindaco Augusto Caverzasio.

Per il gruppo lo stato dei luoghi nelle zone colpite dal maltempo non è stato correttamente ripristinato dopo il grande sforzo compiuto per le prime fondamentali opere di pulizia, effettuate grazie anche al supporto economico della Regione, con il risultato che argini, alvei, sponde, tratti boschivi e manti stradali, soprattutto nella parte alta del territorio comunale, rischierebbero ora di produrre nuovi intasamenti e allagamenti in caso di ulteriori fenomeni atmosferici di particolare impatto.

Nello specifico, i tratti più rilevanti dell’esposto firmato dalla minoranza, sono i seguenti: un tubo della fognatura che era rotto, e che poi è stato solo riparato e non sostituito nel torrente Rii, all’altezza del ponte della Statale; accessi alle captazioni della acque intasati nella zona del bacino del Rii, con vasche di decantazione colme di detriti in via Monte Suello, e la strada d’accesso al bacino in parte erosa; e poi il torrente Camposanto, pulito solo in parte, fino al termine di via Mazzini, con tronchi accumulati e non rimossi.

Il sindaco, in assemblea, ha quindi risposto punto su punto: nella zona del torrente Rii, Alfa (gestore del servizio idrico) ha riparato il tubo – oggetto dell’esposto – utilizzando il metodo ritenuto adeguato, ed è sempre di Alfa la responsabilità per quanto concerne la manutenzione relativa agli accessi delle captazioni. Per la strada di accesso al bacino, i circa 20 metri erosi verranno ristabiliti dall’impresa esecutrice quando le condizioni meteo saranno idonee, mentre le vasche di via Monte Suello sono state nuovamente ripulite a fine novembre. Il torrente Camposanto è stato oggetto di grandi interventi in diversi punti del suo percorso, secondo un apposito programma e, in aggiunta, sul bacino di Cariola (citato dalla minoranza come altro esempio di trascuratezza), De Rocchi ha precisato che la Regione Lombardia aveva stanziato ben 250.000 euro, poi trasferiti per competenza ad ATO (L’Ambito Territoriale Ottimale, organo provinciale che si occupa di servizi idrici), per la messa in sicurezza e il ripristino delle sorgenti.

Ma è nelle conclusioni che il primo cittadino ha sottolineato in modo incisivo la propria posizione sul delicato tema – che ha a che fare con la sicurezza della collettività – contrattaccando: «Per voi della minoranza è troppo bello, facile e conveniente continuare a sparare polemiche a caso, fare affermazioni e considerazioni affrettate, ma vi siete chiesti se durante i vostri precedenti dieci anni di amministrazione, ci siano state azioni concrete per arginare il dissesto idrogeologico e tutelare i corsi d’acqua che attraversano il territorio comunale?».

E poi la risposta, fornita direttamente dal sindaco, sulla base di un controllo («contabile e storico») riguardante il periodo successivo ad un importante evento meteorologico del 2008, a seguito del quale l’allora sindaco Angelo Viola avviò le procedure per la conta dei danni da segnalare a Regione Lombardia: «Subentrava nel 2009 l’amministrazione Caverzasio che, maestra nella critica, nulla fece nell’affrontare la problematica relativa all’abbandono boschivo ed impiegò una cifra in dieci anni inferiore ai 20.000 euro per le manutenzioni dei torrenti, una vera e propria miseria».

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