All’inizio dell’ultima seduta dell’assemblea cittadina di Luino, si è insediato il Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi, che ha ufficializzato l’elezione della neo giovane sindaca Greta Turnone. La scuola, però, nello specifico l’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini”, è stata oggetto di dibattito tra maggioranza e minoranza in merito allo spostamento di alcune maestre da due classe terze del plesso di Luino Cap.
Oltre al disagio espresso dai genitori, a metà ottobre, qualche giorno prima era stato il segretario del sindacato Cisl Scuola dei Laghi, Albino Gentile, a denunciare la situazione, che lo avevano portato a raccontare le sue perplessità in merito alla decisione della dirigente scolastica.
Per queste ragioni, il tema è stato oggetto di dibattito tra maggioranza e minoranza anche in consiglio comunale, durante l’intervento iniziale del consigliere e capogruppo di “Sogno di Frontiera”, Franco Compagnoni, che ha lanciato un appello alla vicesindaca ed assessora all’Istruzione, Antonella Sonnessa.
«Mi è stata trasmessa una situazione di disagio nelle classi terze per l’avvicendamento, senza apparente motivazione, di due insegnanti, una di matematica e una di inglese, particolarmente intrise nel sentiment e nell’affetto di alunni e genitori – commenta Compagnoni -. Questa situazione avrà delle ragioni oggettive, non mi permetto di giudicare, anche perchè conosco la dirigente scolastica e le sue qualità, ma ho percepito la necessità di un chiarimento rispetto questa cosa. Credo che l’intervento più costruttivo sarebbe quello di favorire un incontro, un dialogo tra le parti».
«Siamo a conoscenza di questa situazione di malessere a scuola – risponde la vicesindaca Antonella Sonnessa -, penso sia condivisibile per tutti il fatto che ci sia autonomia scolastica all’interno degli istituti. Qualsiasi tipo di scelta di un dirigente non può essere giudicata soprattutto da un assessore all’Istruzione, che si occupa della qualità dei servizi scolastici. Sono d’accordo su un discorso di dialogo, che forse può essere mancato, ma sulle prerogative del dirigente non ho nulla da dire. Io stessa sono un’insegnante e la mia cattedra viene definita ogni anno senza motivarcela, posso andare ad insegnare in un biennio o in un triennio».
«Certo, ci sono dei criteri come la continuità didattica che sono prevalenti, ma nell’ottica di un plesso molto ampio (come quello di Luino, ndr) le scelte sono del dirigente scolastico – conclude Sonnessa -. Tra l’altro, io sono favorevole alla rotazione degli insegnanti, perchè non sempre è negativa per i ragazzi e per i bambini. Ci sono competenze che possono essere trasportate anche in altri sedi. Io ho parlato con la dirigente e con alcuni genitori, ma c’è autonomia. È un valore costituzionalmente riconosciuto. Sulle loro prerogative nessuno può interferire se non l’Ufficio scolastico regionale, che mi sembra in questo caso sia stato interpellato e non abbia ravvisato alcun difetto nella scelta fatta dalla dirigente».
«Non era mia intenzione interferire – conclude Compagnoni -, anzi il cambiamento è uno stimolo in questo senso. L’unica cosa che penso è che laddove si genera un disagio non bisogna alimentarlo, ma penso sia più utile disconnetterlo. Essendo in un contesto di dipendenza pubblica, credo che il disagio non vada gestito con la sottrazione del dialogo».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0