Laveno Mombello | 2 Novembre 2022

«Viva preoccupazione per l’abrogazione dell’obbligo vaccinale anti-Covid per il personale sanitario»

In una lunga lettera, Alberto Morandi, cittadino di Laveno Mombello, riflette sulla decisione del Governo, ringraziando gli scienziati, i medici e gli infermieri che hanno operato durante la pandemia

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In merito alla decisione del Governo Meloni di reintegrare il personale sanitario non vaccinato, l’opposizione ha criticato fortemente questa scelta da parte della maggioranza. Un tema “caldo”, che da tempo ormai è oggetto di dibattito e discussione in tutto il paese.

Così facendo, infatti, tutti gli infermieri, dottori ed operatori sanitari, non vaccinati, stanno tornando nel luogo di lavoro in cui operavano prima della sospensione.

Oggi a intervenire sul tema è Alberto Morandi, un cittadino di Laveno Mombello, che riflette ed analizza la situazione sociale in merito a questa decisione attraverso una lunga lettera inviata alla nostra redazione.

Ecco il testo della lettera.

Egregio Direttore,

quale semplice e indegno ex magistrato della nostra Repubblica mi permetto di disturbarla per esprimere la mia più viva preoccupazione per l’esempio estremamente negativo mostrato dal nuovo Governo che, abrogando la disposizione legislativa che obbligava il personale sanitario a sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid, riammettendo in servizio il personale sospeso per inottemperanza ingiustificata a tale disposizione normativa (per fortuna solo poche migliaia) adducendo come motivazione la carenza di personale, ha evidenziato il solito principio italiano di “illegalità” diffusa per cui chi non rispetta le regole e le leggi stabilite per il bene pubblico viene sempre premiato con condoni anziché sanzionato, come avviene per gli evasori fiscali e per gli abusivisti edilizi.

Inoltre, dopo le gravi minacce nei confronti di medici, di scienziati e di giornalisti e le gravi violenze commesse, anche contro presidi sanitari, da parte dei fanatici negazionisti dell’esistenza del Covid-19 e dei No Vax, che si opponevano alle misure sanitarie legittimamente disposte dal precedente Governo per impedire la pericolosa diffusione dell’epidemia, a tutela della salute pubblica, in base a fantasiose, a deliranti e a paranoiche teorie complottiste derivanti dalla carenza di cultura, affermare proprio da parte del Governo, il quale dovrebbe pensare sempre alla tutela dell’intera collettività, che il personale sanitario non deve essere obbligato a sottoporsi alla vaccinazione preventiva equivale ad affermare che nel personale scolastico possa accedere anche chi è stato condannato per reati di natura sessuale o per pedofilia e che nelle Forze dell’Ordine, nella Magistratura e negli Organi dello Stato possa accedere anche chi è stato condannato per reati di mafia, di terrorismo, di droga e di corruzione!

Il personale sanitario che si rifiuta di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid, come ad ogni altra vaccinazione, rinnega gli stessi principi sanitari e scientifici per i quali lavora risultando pericoloso per la concreta possibilità di infettare le persone fragili che hanno necessità delle strutture e delle cure sanitarie.

Dopo la commemorazione delle vittime del Covid tenuta a Bergamo il 28 giugno 2020 il Presidente della Repubblica, già Giudice costituzionale, il 5 settembre 2021 ci ha saggiamente ricordato che non esiste la libertà di infettare gli altri né di mettere in pericolo la salute e la vita degli altri e lo scorso 28 ottobre ci ha altresì ricordato che la sanità pubblica deve mantenere alta la sicurezza soprattutto per i più fragili e per i più anziani, che dopo oltre due anni di pandemia non possiamo ancora proclamare la vittoria finale sul Covid, che dobbiamo ancora far uso di responsabilità e precauzione poiché il Covid non è ancora sconfitto, che la scienza è stata decisiva in questa lotta e che senza l’ammirevole impegno della scienza per individuare i vaccini oggi avremmo avuto molte migliaia di morti in più; che la grande adesione alla vaccinazione è stata dovuta all’ammirevole senso di responsabilità della quasi totalità della popolazione consapevole di salvaguardare la salute propria e degli altri, evidenziando che la pandemia ci ha fatto comprendere quanto sia importante il Servizio Sanitario Nazionale e il suo carattere universalista, volto a proteggere tutti.

Al contrario dei pericolosi fanatici estremisti io rivolgo sempre ai medici, agli scienziati e a tutto il personale sanitario che segue e rispetta i principi della scienza i miei più sentiti e più sinceri ringraziamenti per la fondamentale attività svolta a favore della tutela della salute e del Bene comune durante tutto il periodo della grave pandemia che ci ha duramente colpito, sperando che continuino sempre nel loro importantissimo impegno medico e scientifico ma anche culturale, sociale e civile affinché la conoscenza possa aiutare la nostra società, in verità fragile, spesso interessata solo all’arido e al vuoto profitto economico, a superare il buio del nostro egoismo privato per trovare la luce della cultura e della ragione che ci insegnano a pensare con l’intelligenza.

E’ inaccettabile che una piccola minoranza fanatica, spesso violenta e irrispettosa degli “altri”, priva di cultura e incompetente in materia medica e scientifica, che contro la triste e drammatica evidenza dei tanti morti causati dal Covid-19 in Italia e nel mondo, sostiene ancora che il Coronavirus non esiste o che comunque non è pericoloso e che è solo un’invenzione dei Governi, condizioni irrazionalmente, spesso con minacce e con violenze, la stragrande maggioranza civile dei cittadini rispettosi delle Leggi e delle Istituzioni pubbliche!

Lo Stato democratico dovrebbe far rispettare il principio di legalità e di civiltà nonché la sicurezza pubblica e sanitaria per tutelare tutta la popolazione, anziché seguirne la parte più minoritaria ed estremista per fini esclusivamente ideologici ed elettorali! Nella nostra società, spesso offuscata dall’indifferenza egoista verso “gli altri”, dovremmo pensare non solo al nostro arido interesse privato e personale ma anche al bene comune di tutti con qualche sacrificio alla nostra ampia libertà per un fine manifestamente superiore, infatti “Salus populi suprema Lex esto” (Cicerone).

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