Si sono conclusi così i sedici anni di governo di Viktor Orbán, rappresentante del partito Fidesz, della destra radicale ungherese, che nelle elezioni dello scorso 12 aprile è stato sconfitto nettamente da Péter Magyar, esponente del Partito del Rispetto e della Libertà e un tempo lui stesso membro del partito del suo oppositore.
I risultati hanno parlato chiaro: 136 seggi a favore di Magyar contro i soli 57 per Orbán, mentre una percentuale poco influente (solamente 6 voti) per il terzo candidato Toroczkai, di Movimento Patria Nostra di estrema destra. Si può dire quindi che la battaglia si sia effettivamente svolta tra i primi due candidati, nonostante Magyar fosse effettivamente il favorito dall’inizio.
Il deputato della Repubblica Andrea Pellicini commenta a riguardo dei risultati: «La vittoria di Magyar in Ungheria è una buona notizia per la destra conservatrice europea».
Per molti anni le politiche di Orbán hanno portato la nazione ad avere dei rapporti più tesi con l’Unione Europea. Questo si è potuto notare soprattutto in alcuni momenti storici specifici: nel 2022, dalla sua indifferenza, che quasi sembrava un supporto, verso il presidente Putin a seguito dell’ invasione dell’Ucraina, oppure negli ultimi anni del suo governo oltre dal notevole supporto del presidente americano Donald Trump.
«A ben guardare, però, appare evidente come la nuova destra che ha vinto le elezioni in Ungheria abbia molti valori e sensibilità che la assimilano a Fratelli d’Italia, ad iniziare dalla politica internazionale con la comune vicinanza alla eroica resistenza ucraina contro l’invasione russa», aggiunge infatti il deputato luinese.
Sia FdI che il leader del partito TISZA hanno degli ideali pro Ucraina e atlantisti. Questo, infatti, lo avvicina avvicinandosi alla politica estera di Giorgia Meloni. Considerabile anche l’intenzione di Magyar di cercare di cambiare l’Unione Europea dall’interno.
«Appena eletto, Magyar ha avuto parole di profonda stima per Giorgia Meloni, da lui ammirata per la capacità di dare stabilità all’Italia», sostiene ancora Pellicini.
Il nuovo leader ungherese ha infatti commentato che avrebbe voluto parlare sia con la presidente Giorgia Meloni che con Antonio Tajani, commentando quanto gli stia a cuore l’Italia e suggerendo opportunità di cooperazione tra le due nazioni. «Insomma, l’euforia delle sinistre, ancora una volta, è del tutto fuori luogo», conclude Pellicini.
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