Il governo ha dato il via libera al taglio delle accise sui carburanti, ma l’effetto sui prezzi alla pompa non si vede ancora. È questo il quadro che emerge all’indomani del Consiglio dei Ministri che ha introdotto una riduzione di 25 centesimi al litro, misura richiesta con forza dalla Lega nelle scorse settimane.
A esprimere soddisfazione per il provvedimento è stato il deputato Stefano Candiani, che ha sottolineato come l’intervento rappresenti «una risposta concreta» per sostenere famiglie e imprese in una fase segnata dall’aumento dei costi energetici, aggravati dalla crisi internazionale legata alla guerra in Iran.
Il tema è stato al centro di un incontro a Gallarate, dove il ministro Matteo Salvini ha anticipato la volontà del governo di intervenire sul caro carburanti. A quella riunione è seguito il tavolo tecnico a Milano, con la partecipazione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dei principali operatori del settore, che ha portato alla definizione del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri.
«Era una misura che avevamo chiesto con forza – ha spiegato Candiani – e su cui i ministri Giorgetti e Salvini hanno lavorato per dare un segnale immediato al Paese».
Nel suo intervento alla Camera, durante le comunicazioni della premier Giorgia Meloni sulla crisi internazionale, Candiani ha ribadito la necessità di vigilare sui prezzi: «Con una guerra in corso cambiano gli equilibri economici, ma il messaggio è chiaro: chi pensa di speculare sulla pelle di cittadini e imprese deve sapere che faremo tutto il possibile per impedirlo».
Inoltre, il parlamentare ha sollecitato un’azione più incisiva anche a livello europeo, criticando alcune politiche legate al Green Deal e chiedendo interventi su temi come il sistema ETS e il sostegno alle industrie energivore.
Nonostante il decreto – entrato in vigore nella notte di oggi, 19 marzo, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – i prezzi dei carburanti restano elevati.
Secondo le rilevazioni più recenti: la benzina self service si attesta intorno a 1,869 euro al litro, mentre il diesel supera i 2,10 euro al litro. E in autostrada si registrano valori ancora più alti, con il gasolio che sfiora i 2,19 euro al litro.
I dati disponibili, aggiornati al giorno precedente, non mostrano ancora gli effetti del taglio delle accise. Nel frattempo, associazioni come il Codacons segnalano aumenti diffusi alla vigilia dell’entrata in vigore del provvedimento.
A incidere sui listini sono anche le tensioni internazionali: i recenti sviluppi della crisi nel Golfo hanno infatti spinto al rialzo le quotazioni dei prodotti raffinati, con conseguenti ritocchi dei prezzi consigliati da parte delle compagnie.
Per Candiani, il rischio è che il beneficio della riduzione fiscale venga annullato da dinamiche speculative: «Occorre una sorveglianza rigorosa sui prezzi per evitare che gli effetti della crisi internazionale si traducano in un ulteriore peso per famiglie e imprese».
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