Roma | 31 Luglio 2022

Il deputato Invidia lascia il M5S: «Estremamente grave far cadere il governo Draghi»

Critiche da parte del deputato maccagnese che ha lasciato il M5S, che ha attaccato duramente il partito per la decisione di far cadere il Governo Draghi

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Il deputato Niccolò Invidia, originario di Veddo, frazione di Maccagno con Pino e Veddasca, nelle scorse ore ha lasciato il gruppo Movimento 5 Stelle, in aperta polemica con la decisione di staccare la spina al Governo guidato dall’ormai ex premier Mario Draghi.

«Sono sempre stato abbastanza indipendente rispetto i partiti in generali e in quattro anni non ho mai fatto propaganda – ha esordito il deputato maccagnese -. Ho sempre detto le cose che andavano bene e quelle che invece non mi piacevano, non mi sono mai tirato indietro nel fare complimenti ad altri partiti, ove fosse giusto, o criticarli. Con onestà intellettuale, anche questa volta, non posso che essere deluso per la scelta del M5S di far cadere il Governo Draghi».

Già nelle scorse settimane, infatti, Invidia aveva espresso tutto il suo dissenso sulle criticità governative durante l’assemblea Camera-Senato dei 5 Stelle. «Avevo detto che era incosciente spingere su questa strada, non votare la fiducia e far cadere il governo. Nonostante si trattasse di un’assemblea democratica, sono stato etichettato come un avversario del partito. Ho ritenuto estremamente grave quello che è stato fatto nelle ultime settimane, c’è stata grande incoscienza alle spese del bene degli italiani».

Per questa ragione Invidia ha deciso di «non voler essere più associato al partito nelle ultime settimane di lavoro in Parlamento, prima delle elezioni politiche del 25 settembre». Oltre a questo il deputato grillino non riconosce oggi più la visione politica del M5S, quella che era riuscita a raggiungere oltre il 30% dei voti qualche anno fa.

«Non si tratta di essere supporter di Draghi, ma facevo proprio fatica a stare in un partito che ha completamente cambiato la sua identità – ha commentato ancora -. La situazione attuale ci porterà ad una instabilità almeno fino a novembre e, nonostante la caduta del Governo, ci sono da affrontare una serie di questioni importanti sulla crisi economico-sociale, sulla crisi internazionale e, non da ultima, sulla recessione che si prevede possa arrivare tra settembre e ottobre. Avrei preferito qualsiasi tipo di governo, non necessariamente Draghi, fino ad arrivare a gennaio 2023, per votare la legge di bilancio».

Critiche di Invidia anche per le prossime settimane di lavori parlamentari: «Per evitare che il paese vada a ramengo i parlamentari saranno convocati anche in questo periodi e i ministeri continueranno a lavorare. Il parlamento sarà convocato per votare decreti fino a metà settembre, ad esempio il decreto Aiuti Bis, da 14 miliardi di euro. Qui si va oltre la prassi democratica, una decisione voluta dai partiti, vergognosa».

Per il prossimo futuro, invece, il deputato maccagnese sta guardando con interesse quanto sta facendo l’ex sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che ha lanciato la sua nuova “Lista Civica Nazionale”. Una nuova esperienza politica o un semplice interesse personale?

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