Luino | 20 Luglio 2022

Ospedale di Luino, lettera alla Moratti: «Stato di abbandono, insieme per difenderlo con voce unica»

Il consigliere Artoni, anche in qualità di presidente del Comitato Ospedale 3.0, ha inviato una lettera alla vicepresidente della Regione Moratti per invocare un incontro pubblico con le realtà locali

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Dopo la denuncia dell’attivista Gianfranco Cipriano, alla quale si è immediatamente unita la voce del coordinatore cittadino di Forza Italia, Alfonso Urbani, anche il consigliere comunale e capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni” Furio Artoni, come annunciato lunedì scorso in consiglio comunale, torna a esprimersi sulle criticità che affliggono l’ospedale di Luino, acuite ancora di più da questi giorni di grande caldo in cui, in alcuni reparti, si superano addirittura i 30 gradi per la mancanza di un impianto di aria condizionata.

L’avvocato e presidente del Comitato Ospedale 3.0 ha infatti inviato una lettera alla assessora al Welfare Letizia Moratti, non solo per illustrare quali sono le problematiche che attualmente stanno rendendo ancora più complicato il lavoro quotidiano del personale e che influiscono anche sulla qualità delle cure dei pazienti, ma anche per sollecitare un incontro pubblico in cui la vicepresidente della Regione si possa confrontare con i sindaci del Piano di Zona, gli operatori del nosocomio e le dirigenze amministrative.

«Pur cercando di tenere toni moderati, la situazione è pesante – sostiene Artoni – Mi sento di dare comunque la mia massima solidarietà agli operatori sanitari costretti a lavorare in condizioni disagiate, ai pazienti e parenti dei ricoverati all’ospedale di Luino che subiscono una situazione non degna di una civiltà come la nostra. Inoltre mi associo e affianco il dottor Urbani nella sua veste di coordinatore di Forza Italia nel denunciare una situazione di abbandono del nostro nosocomio. Spero pertanto – conclude il consigliere – che si uniscano più forze per arrivare con unica voce a difendere il nostro ospedale».

Ecco il testo integrale della missiva.

Egregio Assessore, Dott.ssa Moratti,

sono l’avvocato Furio Artoni in veste di consigliere comunale del Comune di Luino e Presidente del Comitato Ospedale di Luino 3.0, con la presente mi permetto di elencarLe una serie di criticità gravi che hanno colpito il nosocomio luinese generando una  situazione difficile:

1) L’auto medica è stata tolta, strumento indispensabile per intervenire per le patologie tempo dipendenti, soprattutto su un vasto territorio quale è quello del Luinese. Il motivo fornito è stato la sottrazione del medico rianimatore destinato a tale auto, che ha costretto AREU a non poter sostenere il servizio. Sembra adesso la rimettano, ma questi atteggiamenti ondivaghi non migliorano la situazione;

2) molti posti letto dei sub acuti sono stati trasferiti all’ospedale di Angera, con una riduzione drastica della capacità d’accoglienza dell’ospedale luinese;

3) turni di anestesisti massacranti che non permettono agli operatori di svolgere con serenità il proprio lavoro;

4) reparti interi privi di aria condizionata con temperature interne superiori a 30 gradi che, ultimamente, hanno scatenato polemiche da parte degli utenti.

Da anni, ormai, le vicende dell’ospedale luinese sono sotto gli occhi della gente. In questi ultimi tempi, le decisioni di cui sopra stanno assestando un colpo definitivo alla capacità di questo ospedale di essere in grado di avere una adeguata copertura e garantire la salute delle persone.

È necessario sottolineare che l’orografia del nostro territorio rende difficoltoso intervenire in tempi rapidi in molti Comuni che, pur essendo vicini all’ospedale, presentano strade di collegamento impervie. A fronte di molti piccoli e medi Comuni che necessitano di un ospedale pienamente efficiente, sono stati effettuati tagli e riduzioni incompatibili con la tutela della salute pubblica del nostro territorio.

È recente infatti la notizia di una persona che ha subìto un incidente in moto in Val Veddasca e, in assenza di un’auto medica  vicina, ha dovuto intervenire l’auto medica dell’ospedale di Varese, distante circa 40 chilometri dal luogo dell’incidente, con il rischio dell’amputazione della gamba.

Questo è un caso, ma ve ne sono altri con patologie tempo-dipendenti che possono succedere e l’assenza di un’auto medica  comporta gravi e irreversibili conseguenze.

Per tutte le premesse di cui sopra e molte altre che possono esserLe rappresentate dallo scrivente anche verbalmente, ritengo indisponibile un incontro pubblico con Lei, Assessore, con tutti i sindaci del Piano di Zona e soprattutto ,con gli operatori dell’ospedale di Luino e le dirigenze amministrative.

Lieto dell’incontro, attendo un suo cenno di riscontro.

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