Luino | 13 Luglio 2022

Ospedale di Luino, «Pronto per appello all’assessore Moratti e per esposto in Procura»

Dopo alcuni interventi di soccorso sul territorio e la riconversazione dei reparti per il Covid, la denuncia è del consigliere Furio Artoni. Il sindaco: «Cerchiamo di far valere le nostre esigenze»

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Prima della lunga discussione e dell’approvazione del bilancio consuntivo, durante gli interventi iniziali in consiglio comunale lunedì sera, si è parlato non solo dell’ospedale di Luino e della situazione relativa al Covid, ma anche della sospensione del servizio dell’automedica sul territorio, per la mancanza dell’anestesista, che tornerà dal prossimo primo agosto.

A prendere la parola, criticando duramente sia ASST dei Sette Laghi che Regione Lombardia, è stato il capogruppo di minoranza “Azione civica per Luino e frazioni”, Furio Artoni: «Torno sul tema dell’ospedale a causa di quell’uomo vittima di un incidente a Maccagno negli scorsi giorni, che rischia l’amputazione di una gamba, assistito con un’automedica proveniente da Varese. Spero questo non avvenga, ma se avevamo paura potesse succedere qualcosa di grave senza automedica, ecco il problema».

«Mi complimento con l’ASST – continua ironicamente -, che nel comunicato degli scorsi giorni parla di una vittoria per il fatto di riportare il servizio dell’automedica dal primo agosto. Credo sia un dato sconcertate, così come i posti letto eliminati per destinarli al Covid. Luino quindi, come al solito e come avvenuto precedentemente, è l’ospedale più sacrificato».

«Parlando con qualcuno che lavora all’interno del nosocomio – prosegue -, il fatto di portare via posti letti che sarebbero potuti essere destinati ad altri reparti è un segnale piuttosto negativo. Sono convinto che i sindaci devono assumere una posizione più decisa. Dal canto mio contatterò l’assessore regionale Letizia Moratti e mi riservo di compiere un passo successivo, vale a dire quello di presentare un esposto in Procura per verificare che le scelte fatte possono comportare reato, andando a colpire interventi necessari e tempo-dipendenti, che possano risentire gravemente sui servizi del nostro ospedale».

Ad intervenire, subito dopo, è stato il capogruppo e consigliere di “Sogno di Frontiera”, il dottor Franco Compagnoni, che da anni lavora presso il nosocomio lacustre e conosce ben da vicino tutte le vicissitudini della struttura: «L’ospedale è sempre nell’occhio del ciclone, ma penso che ogni decisione sia presa a ragion veduta, anche con sofferenza, mi auguro sia così. Per questo la politica deve intervenire e fare da pungolo, come fatto dal sindaco Bianchi per il servizio dell’automedica. L’azienda sanitaria può prendere decisioni, ma è la politica a dettare questo tipo di condizioni».

«Dal primo agosto tornerà l’anestesista anche nelle ore notturne – continua Compagnoni -, ma nel frattempo l’ospedale viene riconvertito per l’ennesima volta. La questione non è numerica, ma di durata: riconvertire significa traslochi e diversa gestione di personale, che asseconda qualsiasi tipo di versatilità. Se il problema rimane il Covid dobbiamo aspettarci di essere riconvertiti ogni tre mesi? Prima era emergenza, ma ora sono passati due anni: righettizziamo ancora i reparti Covid, gli ospedali saranno protetti?».

«Hanno dismesso l’ospedale di Cuasso al Monte, punto di riferimento per la pneumologia a livello provinciale – afferma ancora Compagnoni -. Regione Lombardia vuole creare, stanziando 24 milioni di euro, un polo importante, quindi perchè non pensare di sfruttarlo come struttura del territorio proprio per il virus? Farebbe al caso nostro, ma si scontra con spese e gestione di personale. Sono convinto che non si può pensare di risolvere una situazione creando altri problemi, ad esempio in chirurgia e ortopedia dove già vi è già uno scarso numero di letti».

Un altro problema riguarda il quarto piano e l’area promiscua medico-chirurgica, con la zona riabilitativa. «La riabilitazione a Luino non è sparita – incalza ancora il dottore e politico locale -, sussiste con un’unica presenza, un unico paziente che ha tutta la necessità sociale di essere accudito. Dal 2017 è ricoverato a Luino e per un vulnus giuridico locale non è possibile allocarlo altrove. Domani (ieri, ndr) arrivano i primi pazienti, tutti di età media o superiore ai 90 anni, quindi questo ci fa rendere conto della portata di questa dinamica. Sono convinto che ci voglia un’azione forte dal punto di vista politico, rischiamo di scornarci contro decisioni che sono vittime di corto circuiti gestionali davvero paradossali».

A chiudere il giro di prese di posizioni è il sindaco Enrico Bianchi, che negli scorsi giorni si è interfacciato a lungo con alcuni funzionari dell’ASST dei Sette Laghi e di AREU, enti preposti competenti in materia di sanità locale. «Ho fatto presente queste situazioni alla direttrice di AREU, cercando di capire se ci sono state criticità per i soccorsi dell’automedica. Dai dati e dai loro report non risulta nessuna lacuna – commenta il primo cittadino -, non ho motivo o possibilità di pensare che siano falsi. Sono state rispettate tutte le procedure, nel caso vi sia stato qualcosa di più grave non spetta a me valutarlo».

«D’accordo con il Piano di Zona ho inviato la lettera sull’automedica – continua Bianchi -, mi è stato riferito che nei prossimi giorni il servizio ripartirà. Si tratta di una questione importante, le procedure e le attività di AREU, tutta la catena che parte dal momento di richiesta di soccorso all’intervento, spesso sono sconosciute. Sul metodo di lavoro ho già espresso le mie perplessità, non siamo stati coinvolti. Noi possiamo confrontarci, condividere, suggerire strumenti di valutazioni che abbiamo sul territorio, ma è difficile la gestione del personale, in periodo di ferie, proprio per la mancanza di medici e infermieri».

Infine un appunto sulla scelta di riconvertire Luino e non altre strutture. «Mi è stato detto che la flessibilità e l’esperienza organizzativa del nostro ospedale non si può avere in altri nosocomi. In ogni caso, però, continueremo a far valere le nostre esigenze», conclude il sindaco Bianchi.

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