Quando mancano ormai poche ore dalla chiamata alle urne dei cittadini di Marchirolo, che andranno a scegliere il nuovo sindaco e i nuovi componenti del consiglio comunale, è arrivato il momento di fare il punto della situazione con il sindaco uscente, Dino Busti, che ha scelto di non ricandidarsi alle prossime elezioni.
Alle amministrative, infatti, sono presenti tre liste: la prima, che fa riferimento all’attuale maggioranza, è “Marchirolo in Comune“, guidata dal candidato sindaco Marco Gilardi, la seconda è quella “Marchirolo in Azione“, che vede protagonisti l’ex consigliere Emanuele Schipani, candidato sindaco, e l’ex vice Stefano Rametta, e non da ultima la lista “Movimento Alternativo“, che vede in prima linea Sabina Buono.
Per questa ragione abbiamo voluto chiedere al primo cittadino uscente in che modo lascia il paese, quali le criticità e i progetti portati a termine o in procinto di essere conclusi, mentre ci avviciniamo alla data di domenica, momento in cui i maggiorenni marchirolesi andranno ad esprimere il proprio voto nelle cabine elettorali.
Ecco l’intervista al sindaco uscente Dino Busti.
Sindaco Busti, nei prossimi giorni concluderà un’esperienza politica e amministrativa quasi cinquantennale e un ultimo mandato da Sindaco. Come lascia Marchirolo?
Lascio Marchirolo con un certo rimpianto: ci sono affezionato e ci ho passato molti anni della mia vita. Ho fatto sei mandati in maggioranza e tre in minoranza. In questo momento lascio un Comune molto florido, perchè abbiamo chiuso l’ultimo bilancio consuntivo con 1,7 milioni di euro di avanzo. Abbiamo inserito tutte le cautele possibili e immaginabili per far fronte anche a ipotetici mancati introiti derivanti dalla pandemia: ben 1,1 milione nel caso non dovessero esserci alcune entrate.
E per quanto riguarda i progetti conclusi o in fase di termine?
Parte di questi fondi l’abbiamo stanziata, invece, per una serie di opere nuove, per l’acquisizione immobili nel centro storico e per nuovi automezzi, come la spazzatrice per le strade e una nuova autovettura per vigili urbani. Inoltre sono stati realizzati tre mini alloggi da un’immobile comunale che era fatiscente. In questo momento abbiamo a disposizione altri oltre 200mila euro da investire in opere sociali e pubbliche, senza dimenticare che lasciamo il Comune con l’avvio di una gara d’appalto, finanziata dallo Stato per 3,1 milioni. Infine, abbiamo in corso opere di riassetto ambientale per 700mila euro totali, che comprendono anche un riassetto territoriale. Vi sono 2,5 milioni in cassa, per questo affermo di lasciare un Comune florido.
Un mese fa la sua maggioranza si è spaccata in Consiglio comunale quando due consiglieri e il vicesindaco hanno fatto mancare il numero legale perché contrari all’acquisto delle ex-albergo Sempione. Come spiega questa presa di posizione?
Hanno fatto mancare il numero legale e ancor oggi non riesco a trovare spiegazione perchè il tema sarebbe stato oggetto di discussione in consiglio comunale; era l’esame della proposta pervenutoci dall’istituto Molina. Fino ad allora non avevamo deciso nulla, ma lo avremmo fatto in quella circostanza. Ho ritirato personalmente la proposta all’ordine del giorno, non se ne è discusso in termini sostanziali. C’è rammarico, perchè abbiamo perso una grandissima occasione: se si vuole mettere mano alla rigenerazione urbana è necessario anche fare delle scelte. Dal Molina chiedevano 400mila euro, e ci sarebbe stata un’immediata disponibilità dell’area con una condizione pagamento spalmata su quattro bilanci. Abbiamo ancora 208mila euro a disposizione che non sappiamo come investire: l’idea era quella di investirli per pagare metà tranche relativa all’affare Molina. In questo modo avremmo avuto tre bilanci per tirar fuori gli altri 200mila euro, avendo allo stesso tempo la disponibilità dell’area, grazie ai fondi del PNRR che è scaduto il 30 maggio. Per questo abbiamo perso una grande occasione e i fondi richiesti sarebbero stati inseriti, su nostra condizione, nel più ampio progetto di realizzazione della “Casa Sollievo” di Varese, struttura che ha una grande valenza sociale.
Che idea si è fatto e come l’ha presa visto che mi è parso di capire sia stato il suo ultimo mandato?
Non ho mai capito la vera e propria giustificazione. Mi hanno detto che volevano aspettare le elezioni, ma come dicevo abbiamo perso l’autobus PNRR, come d’altronde fa a livello nazionale la politica da sempre: a forza di aspettare non si fa nulla. Non so se è stato un pretesto, ma la rottura reale secondo me si è consumata tra pettegolezzi e meschinità di carattere personale. La mia maggioranza, in cinque anni, ha sempre votato tutto a favore, ma qualche mese fa si sono scontrati per divergenze politiche, come fossero bambini dell’asilo, soprattutto la lista “Marchirolo in Azione”, con i rappresentanti che in cinque anni non hanno mai azionato nulla. Venivano in consiglio comunale e votavano. Punto e basta.
Se dovesse consigliare al suo successore la strada da percorre da lunedì prossimo e quale futuro immaginare per Marchirolo, cosa gli direbbe?
Marchirolo ha tutto rinnovato, di vecchio non c’è più nulla: strade, fognature e acquedotto sistemati. In cinque anni abbiamo sistemato la scuola materna e quella media è ok, mentre ci accingiamo a costruire il plesso delle scuole primarie. Gli direi di puntare molto su un piano di produzione di energia alternativa, inserire questo punto nel programma è importante e serve a lenire il costo dell’energia. Devono seguire, giorno per giorno, l’evoluzione della macchina amministrativa. Una delle cose che abbiamo dovuto affrontare cinque anni fa era stata la scarsa manutenzione ordinaria.
Un altro problema particolarmente sentito dai cittadini è quello del dissesto idrogeologico. La scorsa domenica Marchirolo ha subito i danni di un nuovo evento meteorologico estremo. Cosa ha fatto e cosa sta facendo il Comune per mitigare gli effetti di tali episodi?
Abbiamo fatto tutto il necessario per porre in essere accorgimenti che servono per evitare altre situazioni di allagamenti, soprattutto quelli di garage. Questo è causato dai continui cambiamenti climatici, che generano bombe d’acqua che hanno una forza impetuosa. E poi ci sono altri motivi che arrivano da lontano, quando è stato saccheggiato il territorio. Noi lo abbiamo trovato già così.
Sindaco, mi permetta un’ultima domanda, ma chi voterà alle elezioni di domenica?
Voterò per la lista numero tre, “Marchirolo in Comune”, non ho nessuna esitazione a dirlo. A mio parere è quella che può dare una certa garanzia, una certa continuità e una certa capacità amministrativa. In queste settimane ci sono state tante chiacchiere al vento, che denotano una totale non conoscenza della macchina della pubblica amministrazione.
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