«La risposta che ci ha dato il sindaco aggrava ancor di più la situazione, è molto preoccupante apprendere dai giornali che il sindaco, che è anche assessore al bilancio, è convinto dell’esistenza di una proroga in realtà inesistente». Inizia così la controreplica dei consiglieri comunali “#Luinesi”, Alessandro Casali e Davide Cataldo, dopo le critiche rivolte ad Enrico Bianchi e alla sua maggioranza sui ritardi relativi al consuntivo di bilancio, oggetto di risposta da parte del primo cittadino nella giornata di ieri.
«Il decreto 56 a cui fa riferimento il sindaco è del 2021 è rimasto in vigore dal 30/04/2021 al 22/06/2021 ed era valido solo per quell’esercizio non essendo mai stato convertito. Oggi si recheranno al Verbania a leggere la Costituzione ma sembra non sappiano leggere un decreto legge, che figura! Ad oggi non esiste alcun decreto che proroga il termine di approvazione del rendiconto di esercizio per il 2022. Se il sindaco è l’unico in Italia ad averlo gli chiediamo di pubblicarlo».
«È solo stato concesso l’utilizzo degli avanzi, come per il 2021, avanzi che però si possono utilizzare solo dopo aver approvato il consuntivo. Bianchi è rimasto indietro di un anno rispetto al resto del mondo, e dimostra di esser anche mal consigliato. Che qualcuno salvi Luino!», proseguono ancora Casali e Cataldo.
«Triste anche il vano tentativo di arrampicarsi sugli specchi scrivendo di un termine solo ordinatorio – affermano i consiglieri #Luinesi -: i termini sono ordinatori quando non sono previste sanzioni o comunque effetti sfavorevoli in caso di mancato rispetto. È vero che ormai viviamo nel mondo dell’opinabile, ma se una norma prevede il commissariamento ad acta e se serve un decreto per consentire lo slittamento dei tempi, definire il termine ordinatorio ci pare proprio un azzardo».
«Chiarito questo anche volendo, per puro esercizio, credere a tutte le strampalate giustificazioni lette, facciamo finta per un secondo che questa proroga esista anche per il resto del mondo e non solo per Bianchi, è comunque del tutto evidente che vista la completa assenza di materia nell’ordine del giorno del consiglio convocato per il 27 maggio, sarà impossibile per questa amministrazione approvare il rendiconto anche entro il 31 maggio», criticano ulteriormente Casali e Cataldo.
«Per quanto concerne il richiamo alla partecipazione alle Commissioni Bilancio inutile forse anche rispondere, visto che all’ordine del giorno della prossima convocazione non vi è alcun punto di discussione sul tema – vanno avanti i consiglieri #Luinesi -. Insomma siamo di fronte ad un disastro nella programmazione, un altro sulla gestione e ad un disastro finale nella comunicazione a mezzo stampa del sindaco».
«I casi sono due, o si cerca di tirare avanti senza alcun contraddittorio con i consiglieri di minoranza oppure dobbiamo pensare che ci siamo gravi inefficienze. In ogni caso è gravissimo quello che sta succedendo, altroché polemiche sterili, per quel poco che è stato fatto fino ad ora è evidente che possono anche andare a casa», concludono Casali e Cataldo.
Compiendo una ricerca online l’unico parere che si trova in merito alla questione prettamente di giurisprudenza amministrativa è quello del Consiglio di Stato (sez.V 19 febbraio 2007 n.826): «Anche la giurisprudenza amministrativa precisa che la legge ricollega all’inosservanza del termine di approvazione dello schema di bilancio la semplice apertura di un procedimento sollecitatorio. Si osserva, infatti, che il presupposto della grave misura dello scioglimento dell’organo, “non è la mera inosservanza del termine suddetto bensì la constatata inadempienza ad un’intimazione puntuale e ultimativa dell’organo competente, che attesta l’impossibilità o la volontà del consiglio di non approvare il bilancio…”».
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