Varese | 30 Aprile 2022

Luino, diffamò l’ex marito. Ora si difende: «Mi ha tolto tutti i soldi»

Cinquantaquattrenne in tribunale per l'appello ad una sentenza di condanna. Aveva attribuito all'ex coniuge maltrattamenti risultati falsi. I due erano soci nel campo dell'alta moda

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«Dieci anni fa sono stata lasciata da mio marito. Nella società che gestivamo c’erano tutti i miei soldi. Se li è portati via e io ho cominciato a stare malissimo». Con queste parole, davanti al giudice del Tribunale di Varese, una cinquantaquattrenne luinese ha raccontato in lacrime degli ultimi dieci anni della sua vita, segnati da presunte violenze psicologiche, difficoltà economiche e attacchi di panico. «Tutte le mie denunce sono state archiviate», ha aggiunto la donna.

Quella che era stata sporta contro di lei, invece, l’ha portata ad una condanna per diffamazione, dopo la sentenza emessa la scorsa estate dal Giudice di Pace di Luino, perché le accuse di maltrattamenti attribuite all’ex coniuge e diventate l’oggetto di una serie di mail inoltrate a professionisti inseriti nel circuito professionale dell’uomo, cercando inoltre l’attenzione di quotidiani nazionali e importanti trasmissioni televisive e radiofoniche (qui i dettagli), si sono rivelate false.

La donna, tramite il suo difensore, l’avvocato Furio Artoni, si è però appellata a quella sentenza e il suo caso è tornato venerdì in un’aula di tribunale. Aula dove il pubblico ministero ha chiesto la conferma del giudizio di primo grado, sottolineando il contenuto diffamatorio delle mail e citando l’archiviazione di querele fatte in passato dalla cinquantaquattrenne, sempre contro l’ex marito.

«Non ci sono offese o ingiurie in quelle mail – ha affermato l’avvocato Artoni nel rinnovare la propria richiesta di assoluzione – Ci sono riferimenti a condizioni economiche lesive della dignità umana. La mia assistita lavorava nel campo dell’alta moda, con una società gestita insieme all’ex compagno che fatturava milioni di euro. All’improvviso tutto questo è venuto meno, con il trasferimento dei fondi della società su altri conti. Manovre confermate dal commercialista che ha testimoniato in dibattimento, parlando di “gestione ballerina” dei conti».

Tutto ciò, secondo la difesa, avrebbe portato la donna alla disperazione. «Le sue mail – ha evidenziato l’avvocato – erano richieste d’aiuto, e non abbiamo la prova che siano state scaricate ed effettivamente lette. L’unico che ha dichiarato di averle ricevute è, guarda caso, l’ex marito, parte civile in questo processo, la stessa persona che per anni non ha versato gli assegni di mantenimento, costringendo la mia assistita ad attivare una transazione per riprendersi i soldi che le spettavano. Lo abbiamo documentato». Ora manca solo la sentenza, che arriverà ad inizio giugno.

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