Truffatore, manipolatore, psicopatico, camorrista, ladro di soldi offerti dai fedeli, iscritto a siti per scambi sessuali. Insulti e accuse pesanti, che hanno distrutto moralmente un 50enne, ministro del culto della chiesa evangelica, il quale per tutelarsi si è rivolto alle forze dell’ordine.
È finita con un processo per diffamazione aggravata, che si è concluso questa mattina in tribunale a Varese con l’assoluzione del 62enne di Luino che era stato accusato di aver usato le piattaforme social e un blog per descrivere il pastore come un soggetto spregevole.
“Assolto per non aver commesso il fatto”, ha stabilito il giudice, dopo che l’avvocato Alessandra Salomone, difensore dell’imputato, aveva messo in dubbio il collegamento tra il suo assistito e i contenuti diffamatori, pubblicati tra il 2021 e il 2022. Questo perché, stando alla tesi sostenuta da legale, all’epoca delle indagini non era stata accertata la provenienza dei contenuti risalendo all’indirizzo IP e agli altri dati informatici.
Niente risarcimento, dunque, per il 50enne, residente in Toscana e difeso dall’avvocato Barbara Mattafirri, sostituito in aula dall’avvocato Marco Orrù che nella sua arringa, riferendosi al quadro accusatorio (il pm aveva chiesto 4 mesi di reclusione), ha parlato di «attività illecita evidente», chiedendo la rimozione delle frasi dal web. Di 200mila euro la richiesta risarcitoria.
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