A metà marzo la benzina in Italia era schizzata a oltre 2,20 centesimi al litro, prezzi che hanno causato l’indignazione e le proteste non solo delle categorie di autotrasportatori ma anche di tutti i cittadini.
I motivi in piccola parte erano da attribuire alla guerra in Ucraina, mentre a far salire il costo, oltre alle tasse (IVA e accise), è stato il prezzo del Brent, vale a dire del petrolio estratto nel Mare del Nord che ha raggiunto i 127 dollari al barile, eguagliando il record del 2018, e che viene utilizzato come riferimento per la quotazione del petrolio a livello globale.
Per questa ragione il Governo, lo scorso 22 marzo, ha pubblicato il decreto “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina” all’interno del quale, erano incluse alcune misure per frenare il caro energia e, per quanto riguarda i carburanti si è deciso di tagliare le accise (25 centesimi di euro più IVA pari a 30,5 centesimi).
Così facendo, in poche ore, il prezzo di benzina e diesel sono scesi drasticamente, anche nel territorio dell’Alto Varesotto, dove i cittadini da sempre sono stati abituati a recarsi in Canton Ticino per risparmiare. Da giorni, ormai, l’unico distributore presente a Luino, quello Q8 di viale Dante, è quotidianamente preso d’assalto dagli automobilisti, anche svizzeri, che cercano di fare il pieno.
Code interminabili sulla strada che collega Luino a Germignaga, per poter risparmiare, rispetto alla Svizzera, oltre 30 centesimi al litro. Particolare le differenze con Mesenzana (Agip) e Cunardo (Q8): se nella giornata di ieri un litro di benzina nella città lacustre costava 1,629 euro, e il diesel 1,699, a Mesenzana il costo per la benzina era di 1,75€ e del diesel di 1,82€, mentre a Cunardo il prezzo della prima era 1,69€ e quello del secondo di 1,79€. Infine, dopo la dogana in Ticino il prezzo della benzina era ancora oltre i due franchi a litro.
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