Luino | 26 Marzo 2022

Luino, “I testimoni hanno negato tutto”: assoluzione per padre e figlio

I due erano accusati di lesioni, danneggiamenti e tentata estorsione. Episodi inseriti in una vicenda familiare, ridimensionata in tribunale dai parenti

Tempo medio di lettura: 2 minuti

«I testimoni hanno smentito tutto, non si può condannare». Con queste parole l’avvocato Alessandro Oliva ha chiesto in tribunale a Varese l’assoluzione dei suoi assistiti, un cinquantaseienne e un trentenne (padre e figlio) residenti a Luino, accusati di lesioni, danneggiamento e tentata estorsione.

Fatti che avrebbero commesso nel 2015 ai danni di un sessantenne, a sua volta residente nella città lacustre, cugino e zio degli imputati; un uomo che alla precedente udienza aveva testimoniato ridimensionando la gravità dell’episodio, in parte rimosso a causa dei problemi di salute.

Di ridimensionamento totale della vicenda ha parlato anche l’avvocato della difesa, inquadrando il tutto in un contesto di “beghe familiari” scaturite dalla mancata vendita di un immobile e dunque da battibecchi per questioni economiche: soldi promessi e soldi mai visti.

Fatto sta che nel settembre del 2015 il sessantenne trovò le gomme dell’auto squarciate e sporse denuncia contro ignoti, ma a distanza di pochi giorni scoprì dal padre che era stato il nipote a fargli quel “servizio”, su indicazione di suo cugino, al quale la persona offesa si era rifiutata di comprare un biglietto per un viaggio alto Varesotto – Sicilia. Poi, dopo alcune settimane, il sessantenne ricontattò i carabinieri dopo aver ricevuto dei pugni in piazza Marconi. Ai militari dell’Arma fece il nome del nipote ma poi decise di non sporgere denuncia; nipote che il pubblico ministero ha definito “esecutore materiale”, istigato dal padre, dei danneggiamento all’auto, reato per cui l’accusa ha chiesto la condanna a 10 mesi di reclusione.

Il giudice Andrea Crema ha però assolto gli imputati per non aver commesso il fatto (la denuncia, come detto, era stata sporta verso ignoti). Stesso verdetto per gli altri due capi d’imputazione; per la tentata estorsione, riqualificata in “esercizio arbitrario delle proprie ragioni “, ha inciso la remissione della querela: “Non volevamo rovinare la vita di un uomo per così poco”, aveva affermato in dibattimento il padre della persona offesa. Per il cinquantaseienne, si è trattato della seconda assoluzione in pochi giorni: la prima era arrivata martedì, a conclusione di un processo per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com