Sabato scorso, di fronte all’entrata del Liceo “Vittorio Sereni” di Luino, erano in tanti, insieme alla sua famiglia, a ricordare Liliana Testoni, a tre anni dalla prematura e improvvisa scomparsa, a poco più di quarant’anni.
Prima allieva, poi docente di filosofia e storia, Liliana è stata compagna, alunna, amica, collega di molti dei presenti. L’occasione è coincisa con l’intitolazione dell’aiuola a lei dedicata, che ricorda il tricolore francese. Liliana, infatti, è stata, insieme ad altri colleghi, pioniera del progetto Esabac, che attraverso l’insegnamento della storia in lingua francese e scambi con studenti francesi consente di conseguire il doppio diploma italo-francese.
Hanno parlato il dirigente scolastico, professor David Arioli, la professoressa Francoise Durand, in qualità di insegnante, poi collega ed infine amica; alcune sue ex alunne, diversi docenti, come il professor “Vate” Sala e la professoressa D’Addezio; la “sua” preside, la professoressa Maria Luisa Patrizi, e molti altri.
Osvaldo, storico bidello del liceo e amico fraterno della professoressa Testoni, ha scoperto la targa che riporta le parole del “Piccolo Principe”, che così bene riassumono la capacità di Liliana di cogliere l’essenza delle cose (ancor di più in quanto ipovedente): “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
“Non abbiamo pianto, perché Liliana non avrebbe voluto – hanno scritto dalla redazione del giornalino scolastico -; abbiamo sorriso ascoltando gli aneddoti che sono stati raccontati e abbiamo riso ricordando quelli che non si potevano raccontare; ma Liliana era una guerriera, una forza della natura, e siamo sicuri che lei avrebbe preferito così. Anzi, lei ha preferito così, perché Liliana era lì con noi e ci sarà sempre, ad accompagnarci con i consigli e l’esempio che ci ha donato nella sua breve vita”.
E ancora, la professoressa Testoni è stata ricordata così da una collega e amica che l’ha conosciuta bene: “Così eri tu, una traiettoria imprevedibile: le mani per afferrare le parole, l’udito fine per cogliere una sfumatura d’umor nero o d’allegria, il tatto per sentire il colore del petalo di un fiore, l’olfatto per vedere il profumo di una persona che entrasse nella stanza”.
Sentito, profondo e commovente, quindi, il ricordo dei suoi amici, colleghi, alunni e ex compagni.
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