Luino | 3 Marzo 2022

Luino, oltre 800 liceali in marcia per dire no alla guerra in Ucraina

Gli alunni del “Sereni” hanno sfilato per il centro, accompagnati dal sindaco Bianchi e dall’assessora Brocchieri. Deposte rose bianche al monumento ai Caduti

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Silenzio assordante, in cammino con rose bianche in mano, tutti in corteo, dal liceo scientifico “Vittorio Sereni” a piazza Risorgimento. Questa l’atmosfera di rigoroso rispetto che gli oltre 800 studenti liceali di Luino hanno creato grazie alla marcia organizzata in segno di solidarietà al popolo ucraino, colpito da otto giorni dalla guerra con la Russia.

Ragazzi e ragazze di tutte le classi dell’istituto superiore della cittadina lacustre, accompagnati dai loro docenti, hanno sfilato in silenzio per il centro della cittadina lacustre e deposto rose e fiori bianchi ai piedi del monumento ai Caduti in piazza Risorgimento.

Insieme agli studenti anche il sindaco Enrico Bianchi e l’assessora ai Servizi Sociali Elena Brocchieri, che hanno atteso gli studenti nei pressi di Palazzo Serbelloni per poi accompagnarli nel loro percorso, con rappresentanti di Polizia locale, dei Carabinieri e del Settore Polizia di Frontiera.

«Un grazie, a nome di tutti, a questi 800 studenti: sono stati davvero commoventi e questo è importante, tanto quanto importante e preziosa è la pace. Questa marcia ci aiuta a comprendere e a far comprendere il momento che stiamo vivendo in tutta la sua drammaticità. La partecipazione è davvero significativa per la città, è un bel segnale per tutti i noi», ha commentato il primo cittadino, mentre per l’assessora Brocchieri la cosa più emozionante è il «pensare a ragazzi come i nostri figli, che dovrebbero costituire il loro futuro in pace e invece hanno la preoccupazione della guerra».

Un ringraziamento è stato espresso anche dal dirigente scolastico del “Sereni” David Arioli nei confronti di tutti coloro che hanno permesso lo svolgimento della manifestazione: «È stato molto importante per i nostri ragazzi, che hanno potuto rendersi conto più profondamente di cosa sta accadendo. Grazie alle autorità che ce l’hanno concesso, agli insegnanti che hanno accompagnato questo gesto e ai ragazzi che si sono comportati davvero molto bene».

«Il mio desiderio più grande, nel fare questo gesto, è che il nostro silenzio faccia più rumore della guerra», ci ha raccontato Amélie, che si augura di poter raccontare, in futuro, a figli e nipoti «solo questo e non qualcosa di più tragico rispetto a quello che sta accadendo», mentre il desiderio espresso da Arianna, invece, è quello di poter far capire, attraverso questa marcia silenziosa, «l’enorme errore che stiamo commettendo di nuovo: è inammissibile che, dopo quello che è successo, ricommettiamo gli stessi identici errori. Ci siamo resi conto di una situazione del genere solo nel momento in cui è stata toccata una nazione europea, ma spesso chiudiamo gli occhi quando ci sono altre guerre e questo non deve più accadere, in nessuna parte del mondo».

«Abbiamo partecipato a questa marcia silenziosa – ha aggiunto Giulio – perché vogliamo esprimere la nostra vicinanza all’Ucraina. È assurdo, nel 2022 e nella situazione europea in cui siamo, che sia scoppiata una guerra che non si riesce a fermare e che potrebbe portare a una guerra nucleare».

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