Pro loco sì, Pro loco no. Il Comune di Luino, a due mesi dall’ultimo consiglio comunale, nonostante i tentativi di avere informazioni in merito, sia ufficiosi che ufficiali, da parte dell’assessore Serena Botta e del sindaco Enrico Bianchi, ancora non è stato informato su quale sarà il futuro dell’associazione con una storia che dura da decenni.
Il presidente uscente, Beppe Cerruto, aveva confermato la sua decisione a metà dicembre, quando sulle pagine del nostro giornale, in un lungo intervento, aveva esposto la sua volontà di chiudere e sciogliere la Pro loco, a pochi giorni dall’annuncio di un gruppetto di luinesi, “capitanati” da Nino Trio, di voler raccogliere l’eredità di questa realtà sociale così importante per tutta la comunità.
Ieri sera, durante l’ultima seduta del consiglio comunale, è stato nuovamente il consigliere del gruppo “#Luinesi”, Davide Cataldo, ad incalzare e chiedere chiarimenti all’amministrazione e all’assessore. “Ci siamo lasciati a novembre con la consapevolezza che entro la fine dell’anno l’attività della Pro loco sarebbe cessata, ma non abbiamo saputo più nulla. Vorremmo conoscere cosa è stato fatto, quali sforzi sono stati compiuti per scongiurare questa situazione. Siamo preoccupati, anche a fronte del fatto che abbiamo letto della disponibilità di un gruppo di persone volenterose per costituire qualcosa di nuovo o per raccogliere l’eredità esistente”.
A spiegare la posizione di Palazzo Serbelloni è stata proprio l’assessore Serena Botta: “Oltre che ufficiosamente, anche ufficialmente, tramite PEC, abbiamo provato a contattare il presidente e la segretaria, unitamente al presidente dell’UNPLI Lombardia (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, ndr), per capire come potessimo muoverci lato amministrativo senza essere ingerenti”.
“Abbiamo chiesto nuovamente di indire un’assemblea aperta a tutti, per capire se qualcuno potesse prenderla senza crearne una da zero, anche solo per rispetto di chi ha lavorato negli ultimi anni – prosegue Botta -. Ebbene, non abbiamo avuto nessuna risposta: proveremo telefonicamente a contattare il presidente. Siamo ben felici di sapere che ci sono persone interessate a rilevare la Pro loco, caldeggiamo questa assemblea. Ci stiamo provando”.
“La città è in fermento per la Pro loco – ha commentato anche il capogruppo di ‘Sogno di Frontiera’, Franco Compagnoni -. Senza esasperare percorsi che si prestano a dialettiche che fanno parte di un certo tipo di politica non costruttiva, penso che la Pro loco sia intrinseca per le esigenze del nostro territorio. Facciamola rinascere, anche sotto altre forme. Invito l’amministrazione a prendersi carico di questa possibilità”.
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