Oltre all’artista Martin Stigol che, giovedì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, presenterà al Punto d’Incontro di Maccagno alcune letture incentrate sulla figura di Giorgio Perlasca, interverrà anche il professore luinese Giovanni Petrotta, membro della sezione cittadina dell’Anpi.
In qualità di ricercatore di storia locale, racconterà quei fatti ed eventi legati alla Shoah avvenuti nel territorio di Maccagno con Pino e Veddasca tra il 1943 e il 1945, narrando in particolare degli arresti di ebrei avvenuti nella zona e dell’espatrio riuscito alla famiglia Ravenna, sempre nei pressi di Maccagno, nel novembre del ‘43.
Per comprendere meglio la tragedia del popolo ebraico in Italia, provocata e voluta dal regime fascista e dall’occupante nazista, Petrotta ha voluto riunire qui alcuni dati generali sugli arresti e deportati ebrei in Italia e nel territorio maccagnese negli anni ‘43-‘45 e destinati ai campi di sterminio.
In Italia, gli ebrei deportati furono 8.451, i reduci 989, deceduti o scomparsi 7.462. Di questi 8.451, 6.244 erano italiani, 1.915 stranieri, 210 di cittadinanza sconosciuta e 82 ebrei italiani arrestati all’estero (fonte Giulia Donati, Centro di Documentazione Ebraica di Milano, 1974).
Nella provincia di Varese gli ebrei arrestati sono stati 185 (fonte Franco Giannantonio, La notte di Salò) di cui almeno 60 arrestati per tradimento di persone del luogo (fonte Pierangelo Frigerio, Travaglia, 1975).
I nominativi degli ebrei arrestati, citati di seguito, sono tratti da diverse fonti documentarie tra cui: Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria; Franco Giannantoni, La Shoah, delitto italiano, Fascismo, guerra e società nella repubblica sociale e La notte di Salò (1943-1945); Francesco Scomazzon, Maledetti figli di Giuda, vi prenderemo; Alberto Gagliardo, Ebrei in provincia di Varese; Pierangelo Frigerio, Testimonianze sul movimento di Liberazione nel Luinese, Travaglia.
29 novembre 1943 A Pino viene fermato uno stremato nucleo famigliare di Milano composto da Emilio Anscherling (in alcune fonti Anserlik o Anscherlik), della moglie Grazia Livia (o Maria) Padovani di anni 58 e loro figlie: Augusta Auscherling, di anni 28; Paola Auscherling, di anni 31, Franca Auscherling, di anni 33. Sempre nello stesso giorno, sempre a Pino, viene arrestato Franco Coen Beninfante , di anni 41, da Ancona, fratello di Renzo Coen Beninfante, di anni 34, musicista, arrestato l’11 ottobre a Dumenza, il primo ebreo arrestato nel Luinese.
4 dicembre 1943 Arrestati a Zenna, Giulio Norsa, di Mantova, di anni 58, sua moglie Amalia Zamorani, di anni 50, già espatriata in Svizzera clandestinamente, poi respinta dalle autorità elvetiche e quindi fermata dai carabinieri di Pino, Mario Norsa, di anni 23, e Sergio Norsa, di anni 20, forse figli della coppia.
5 dicembre 1943 Arrestata a Pino l’ebrea Giulia Enrichetta Forti, da Verona, di anni 59, insieme al marito, non ebreo, Gian Antonio Alatri/Alati, di anni 54, e della figlia Liliana Alatri, di anni 24.
6 dicembre 1943 Arrestata a Zenna Augusta Nissim, di anni 58.
7 dicembre 1943 Arrestati a Pino Leda Polacco, nata a Ostiglia (Mantova), di anni 48, e Giorgetta Bellak, di anni 21.
11 dicembre 1943 A Pino viene fermato Alberto Choen, di anni 56 di Smirne (Turchia).
18 dicembre 1943 Lungo la strada che costeggia il Lago Maggiore, tra Zenna e Pino, vengono fermate da un tedesco, nel pomeriggio, quattro persone che ammettono di essere ebree. Essi sono: Adele Gruenberger Horitzky, di Fiume, di anni 53, Regina Perugini Horitzky, di anni 55, nata a Fiume ma residente a Firenze, Ergon Gruenberger, di anni 24, Enrico Gruenberger di anni 19, probabilmente figli di Adele. Provenienti da Fiume e poi da Milano erano entrati clandestinamente in Svizzera da Cannobio il 17 dicembre. Il giorno dopo, i quattro ebrei furono accompagnati dai doganieri svizzeri a Zenna ed espulsi in osservanza delle leggi svizzere di quel periodo. Unica a rimanere in Svizzera la moglie di Ergon, incinta di cinque mesi.
Nello stesso giorno, da alcuni documenti risulta arrestato anche Marco Nozzi (o Norzi), di Torino , di anni 25.
27 dicembre 1943 Arrestato a Pino Sonnino Piero di Ancona, di anni 43.
4 gennaio 1944 Anna Dente (Deutes), di anni 51, Matilde Dente di anni 37, Moise/ Maurizio Dente di anni 27, orfani di Vittorio Morris commerciante milanese, sudditi inglesi di “razza ebraica”, ma professanti cattolici, vengono fermati a Campagnano. Nel dopoguerra una abitante di Campagnano Rosina D.R. di anni 42, alla quale Maurizio Dente aveva consegnato una scatola, venne arrestata ed il 2 maggio 1947, accusata anche di appropriazione indebita di oggetti vari, fu condannata dalla Corte di Assise, sezione Speciale di Varese, a 7 anni di reclusione.
2 marzo 1944 Alice Gelles, nata a Vienna, di anni 29, viene arrestata a Maccagno.
8 giugno 1944 Ancora a Maccagno, arrestato il milanese Lazzaro Di Veroli, di anni 20.
Concludo dicendo che, a differenza dei poveretti che furono fermati dai nazifascisti a due passi dalla libera Svizzera, molti furono gli Ebrei raggiunsero la salvezza anche grazie all’interessamento di religiosi (don Natale Motta, Piero Folli), di antifascisti e partigiani (Secondo Sassi , Giuseppe Bacciagaluppi) e di tante brave persone che son tornate nell’ombra senza chiedere e senza ricevere niente, dopo aver fatto il loro dovere umanitario.
Dai famigliari di queste umili e umane persone luinesi l’Anpi di Luino sta raccogliendo le testimonianze.
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