A narrare la storia del piccolo Gabriele Balconi, un bambino di 4 anni arrestato a Germignaga nel dicembre del 1943 insieme al padre Angelo, alla madre Edvige e a un’amica di famiglia, un’insegnante, è lo storico locale Carlo Banfi: «Questa è una storia a lieto fine, malgrado la tragedia. Per questo la ritengo interessante per i lettori».
Gabriele Balconi, figlio di Angelo, commerciante ariano, e di Edvige Epstein, ebrea austriaca. Il 9 dicembre ‘43 si trovano a Luino con l’amica Luisa Schlesinger, ebrea austriaca, insegnante e claudicante per una gamba di legno.
Lo scopo è di oltrepassare il confine con l’aiuto dei passatori. Sono costretti a trascorrere la notte all’Albergo Impero, dove vengono registrati come ariani. Il mattino successivo, in Germignaga, presso la Trattoria del Ponte, sono fermati dai militi fascisti F.G. e U.G.S. – inutili le accorate preghiere di Edvige rivolte ai due uomini – per essere accompagnati all’Ufficio di Polizia locale e in seguito affidati al Comando Tedesco di frontiera di Luino.
I loro beni sono confiscati e vengono tradotti nelle carceri dei Miogni di Varese. Il padre, riconosciuto come ariano, passa nelle carceri di Como e in seguito in San Vittore a Milano. Le due donne e il bambino, visto il sovraffollamento dei Miogni, sono trasferiti alla Casa delle Ancelle di San Giuseppe in Varese, dove era madre superiora suor Lina Manni.
Il 20 dicembre don Natale Motta, prete in Varese, si interessa del bambino e riesce a farlo ricoverare all’Ospedale di Varese con la scusa di un attacco di appendicite.
Le due donne e suor Lina vengono imprigionate dai tedeschi. Don Natale organizza il rapimento di Gabriele grazie a una pattuglia scout dell’Oscar varesino. Per alcuni giorni il bambino rimane nascosto nella Canonica di don Natale. In seguito è trasportato a Erba, presso la sorella dello stesso don Natale, Maria.
Luisa Schlesinger il 30 gennaio ‘44 parte dal binario 21 di Milano Centrale con il convoglio 6, su cui si trova anche Liliana Segre. Il 6 febbraio all’arrivo ad Auschwitz Luisa è avviata alla camera a gas.
Edvige Balconi passa per Fossoli presso Carpi e in seguito è internata nei lager. Il padre è rilasciato nel febbraio ‘44 da San Vittore. A Ponte Lambro si incontra con il figlio, che porta a Brunate dalla nonna. Alla vigilia di Natale ‘44 don Natale Motta rivede a Brunate il piccolo Gabriele e il padre Angelo.
Edvige è liberata il 9 maggio ‘45 dall’Armata Rossa. Il 27 agosto ‘45 riabbraccia i suoi cari. Nel ‘48 l’intera famiglia si trasferisce in Australia.
Bibliografia:
– Giuseppe Pirola: “Don Natale Motta e la storia di Gabriele – Dicembre 1943” – Stampato aprile 2023
– Franco Giannantoni: “Fascismo, guerra e società nella Repubblica Sociale Italiana – Varese 1943-1945”, Franco Angeli Editore – Milano 1984
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