Criticando il modo con cui sono state gestite le tempistiche del bando di gara per individuare il nuovo gestore del Teatro Sociale di Luino – struttura da diversi mesi ormai priva di una programmazione cinematografica – l’ex sindaco della città, Andrea Pellicini, ha riaperto il dibattito sul futuro dello storico immobile situato in corso XXV Aprile.
“Non accadeva dalla metà degli anni Novanta“, ha sottolineato Pellicini, attraverso una lettera inviata ieri alla nostra redazione, riferendosi alla chiusura del cinema, stremato dalle conseguenze dei lockdown nelle fasi più difficili della pandemia.
“Abbiamo pubblicato mesi fa il bando per gli operatori economici interessati a prendere in gestione la struttura – risponde oggi l’assessore alla Cultura del Comune di Luino, Serena Botta -. Abbiamo cercato di calmierare ulteriormente il canone, riducendolo rispetto al passato perché il cinema è un settore in crisi, e lo era anche prima del Covid. La gestione economica, purtroppo, è poco sostenibile. Così stiamo portando avanti idee con l’ente per sostenere i costi in più, come il riscaldamento. La nostra intenzione è tenerlo in vita, come avvenuto in questi mesi, anche in estate, con concerti e spettacoli teatrali, con il Premio Chiara e il concerto della Musica Cittadina. Ora stiamo studiando la stagione teatrale per il 2022″.
L’intenzione da parte dell’amministrazione comunale guidata da Enrico Bianchi, come già dichiarato nelle scorse settimane, è quella di acquistare il Teatro Sociale. Attualmente Palazzo Serbelloni paga 16 mila euro all’anno di affitto alla Società Operaia di Mutuo Soccorso. “Nel caso lo acquistassimo – aggiunge Botta -, il teatro finirebbe nel capitolo di spesa degli investimenti e potremmo operare diversamente, anzitutto cambiando la caldaia ed effettuando i lavori necessari. Questi interventi renderebbero la gestione dello stabile economicamente più sostenibile, e si spera più interessante per gli operatori economici”.
Sulla questione incidono anche altri fattori, distanti dalle logiche di investimento e dalle procedure di carattere burocratico. “I tempi stanno cambiando – sottolinea il sindaco Enrico Bianchi – ogni volta che sono stato al cinema negli ultimi anni, e mi è capitato abbastanza frequentemente, non si è mai vista una folla numerosa, salvo per rare pellicole. Forse il consigliere Pellicini non era presente o non si è accorto delle poltroncine vuote! Non riguarda solo Luino, ma l’intero panorama nazionale. Oggi ci sono multisala che permettono la proiezione di diversi film, offrendo anche altri servizi come ristoranti, bar e tanto altro. Non è possibile riproporre una cosa del genere a Luino e la gestione cinematografica, così, risulta piuttosto complicata. Non ci sono persone interessate, e il passato gestore aveva compiuto un atto eroico. Trovarsi di fronte dieci persone paganti tra il pubblico significa non riuscire neanche a coprire le spese della luce. Il precedente gestore ha portato a termine il contratto ma non era più possibile prolungarlo per questioni amministrative. Pensare che anticipando il bando in tempo di lockdown avrebbe facilitato l’arrivo di nuovi gestori mi sembra più una boutade propagandistica piuttosto che una proposta con esito positivo certo”.
Da Palazzo Serbelloni arriva infine la conferma di un’attenzione che resta alta nei confronti delle sorti del Cinema Sociale. Nonostante tutte le difficoltà del caso. “Ce la stiamo mettendo tutta – ribadisce in conclusione il primo cittadino -. Stiamo predisponendo una stagione teatrale e la nostra attenzione è massima, cercheremo poi di compiere un investimento che non può che essere condiviso da tutto il consiglio. Stiamo lavorando per avere le condizioni migliori, muovendoci nelle pieghe del bilancio. L’obiettivo è che il Teatro Sociale diventi di tutta la città”.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0