L’aumento dei contagi di Covid-19 su tutto il territorio regionale, che sta raggiungendo cifre addirittura mai toccate nelle precedenti ondate della pandemia complice la diffusione della nuova variante Omicron (ancora più contagiosa della Delta), si sta facendo sentire in misura piuttosto consistente nella provincia di Varese dove, dallo scorso giovedì (fatta eccezione per ieri), i nuovi casi quotidiani hanno raggiunto e superato il migliaio.
Una situazione che rende progressivamente più difficoltosi il tracciamento e l’esecuzione dei tamponi, data l’elevatissima richiesta che giunge da più parti, ma che ricade direttamente sulle famiglie e sulle persone coinvolte in prima persona da positività e quarantene che sempre più spesso faticano a mettersi in contatto con i propri medici di medicina generale o con le ATS.
Dopo quanto accaduto a un nucleo famigliare di Castelveccana all’inizio di dicembre e diverse segnalazioni giunte da cittadini luinesi su alcuni disservizi riscontrati proprio in questi particolari frangenti, sembra che, in queste ultime settimane, ben poco sia cambiato: sono stati infatti altri cittadini ad aver segnalato alla nostra redazione di trovarsi in una condizione analoga, senza riuscire a ricevere dalle autorità competenti le informazioni di cui necessitano.
“Il medico di base non c’è e nessuno risponde al numero verde di ATS Insubria”: è questa la sintesi di un momento che si dimostra ancora una volta complicato da affrontare, da qualsiasi lato lo si guardi. Le famiglie luinesi si appellano anche all’amministrazione comunale – che si è già rivolta ad ATS – affinché si possa trovare un modo di risolvere tali criticità legate a questa nuova fase di recrudescenza dell’epidemia.
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