A un anno dalla nascita, i Centri per Uomini Autori o potenziali autori di Violenza (CUAV) si sono rivelati strumenti fondamentali per interrompere la violenza domestica, aiutare con la gestione della rabbia e promuovere un cambiamento radicale negli individui violenti.
Nei mesi di attività, i servizi hanno avuto contatti con 398 uomini diversi, di cui 224 hanno completato la valutazione di idoneità al trattamento.
Alcuni dati raccolti da ATS Insubria raccontano che chi si rivolge a un CUAV ha un’età media di 42 anni, una buona parte possiede un diploma di scuola secondaria di primo grado (48,3%) o di secondo grado (34,8%) e più della metà (61,5%) risulta essere impegnato in una relazione stabile.
Salta all’occhio soprattutto che la maggior parte di questi individui accede ai Centri in presenza di provvedimenti giudiziari già attivi, di cui i reati più frequenti sono violenza domestica verso partner, ex partner e, in alcuni casi, figli.
«I dati di questo primo anno dimostrano quanto sia fondamentale lavorare sulla protezione delle vittime e anche sul cambiamento degli uomini autori di violenza. Intervenire su entrambi i fronti significa prevenire nuove situazioni di rischio e contribuire alla creazione di comunità più consapevoli e sicure. La collaborazione con scuole, enti e servizi territoriali è un investimento necessario sulla cultura del rispetto», spiega la direzione ATS Insubria.
All’interno dei centri, gli uomini possono trovare supporto per riconoscere i gesti violenti e prevenire le recidive attraverso interventi individuali o di gruppo. Questi momenti hanno l’obiettivo di far riconoscere agli uomini la violenza agita, assumerne la responsabilità e sviluppare strategie relazionali ed emotive alternative.
Oltre ai percorsi trattamentali, il progetto si concentra in modo importante anche sulla prevenzione. Tra le iniziative proposte si nota un gruppo psicoeducativo rivolto a uomini con storie di dipendenza, incontri nelle scuole superiori sul tema degli stereotipi di genere e del consenso ed eventi pubblici realizzati in ambito penitenziario. Nelle case circondariali si conducono gruppi dedicati ai detenuti, offrendo spazi strutturati di riflessione e cambiamento.
Le sedi CUAV sul territorio sono quattro: due a Varese e due a Como. Sono implementate dal Centro Italiano per la Promozione della Mediazione (CIPM), Dorian Gray Onlus, Associazione InfraMente e Fondazione Somaschi.
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