Neppure i durissimi momenti vissuti dal mondo intero hanno fermato La Breva, che esce per la terza volta consecutiva in tre anni, anni davvero difficili. La rivista, fortemente voluta dall’omonimo circolo e coordinata da Nico Righetti, prende il nome dal vento lacustre che soffia anche tra le sue pagine, soprattutto in questa terza pubblicazione che sarà disponibile nei punti vendita a partire dal pomeriggio di oggi, giovedì 23 dicembre.
La rivista, fin dal primo numero ha squadernato i suoi intenti: essere sì un atteso contenitore di conoscenza e storia locali ma, soprattutto, qualificarsi come spunto di scoperte e approfondimenti che, slegati dai confini geografici, propongono infinite discussioni e riflessioni dal respiro molto più ampio.
Un modo, vero e vivo, per affondare cuore e mente in una materia viva e pulsante, in parte quotidiana ma, per molti versi, ancora sconosciuta, soprattutto quando s’indagano vicende antiche o s’esplorano i nostri cieli, terre, acque.
Non è quindi difficile prevedere che, quest’anno, l’avvio de La Breva scaturisca dalla novità che ha caratterizzato il paese che è, di fatto, la sua culla. L’augurio del sindaco Piero Marchesi, infatti, non solo narra le vicende che hanno condotto all’unione di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa nella novella Tresa, ma traccia una via per lo sviluppo futuro, ancor più dedicato alle famiglie e al tempo libero. Dal presente al passato, ecco che già nel secondo articolo, dedicato alla Via Francisca, Alfonso Passera vede nel recupero della storia una prospettiva interessante per un turismo moderno e consapevole.
In questo slancio che mescola attualità e tempi passati, non poteva mancare una piccola summa come quella di Jenny Santi, che spiega le origini e i significati nel tempo del nome Insubria: non una semplice definizione, ma un segno che nei secoli si è caricato di significati, fino a giungere oggi a una più consapevole identità territoriale.
E a proposito di problemi attuali: Alessandro Soldini, con la consueta competenza, getta luce su un accordo, quello sull’imposizione dei lavoratori frontalieri, che di sicuro aveva bisogno di una lettura chiarificatrice, per evitarne complessità e fraintendimenti.
Enrico Fuselli e la sua penna tra l’ironico e il nostalgico non hanno bisogno di presentazioni, soprattutto per gli affezionati lettori della rivista: anche in questo numero, infatti, non mancano gli aneddoti divertenti sul contrabbando romantico dei tempi che furono. Astuzia e furbizia popolare contro la legge: indovinate chi vince?
La macchina del tempo non s’arresta ed eccola attraversare i secoli per chiarire un inganno comune a tanti storici, anche moderni: il Trattato di Ponte Tresa del 1517, con cui i dodici cantoni elvetici dell’epoca avrebbero ottenuto terre del Mendrisiotto e Stabio in cambio di Domodossola, è avvenuto davvero? Con un dottissimo intervento, Marino Viganò chiarisce in modo inconfutabile la realtà dei fatti.
La Breva è apprezzata anche fuori dai nostri confini! Olga Rachkovskaya, docente, ricercatrice e fotografa russa, ha inviato un articolo dedicato agli ultimi anni di vita del generale russo Aleksandr Vasil’evič Suvorov, che era già stato protagonista – con la sua celeberrima Campagna Svizzera del 1799 – di un lungo racconto sul primo numero della rivista.
Bernardino Croci-Maspoli mette la sua scrittura brillante e la sua mente indagatrice al servizio di una divertente e coinvolgente scorribanda attraverso i carnevali della seconda metà dell’Ottocento, quando tra sotterfugi popolari, risse in piazza e sacerdoti scandalizzati dalla decadenza dei costumi: eh, sì, non sono più i carnevali di una volta!
Dopo il territorio, la gente e la storia, anche la natura insubrica reclama la sua parte: Adriano Martinoli e Nicola Zambelli, da veri esperti, approfondiscono nel dettaglio le leggi e i regolamenti che normano i rapporti tra uomo e fauna locale, verso un nuovo patto di maggior rispetto. Patrick Luraschi, invece, racconta tutto ciò che non avremmo mai osato chiedere sul cinghiale nostrano, vero protagonista – nel bene e nel male – della natura selvaggia (ma non troppo) dei nostri luoghi.
Non manca la parte riservata alla poesia, questa volta dedicandola ai componimenti in dialetto, con due bravissimi autori: Enzo Pelli e Rino Gariboldi. La vera novità di quest’anno, invece, è lo spazio dedicato alla prosa: a impreziosirlo ecco un estratto dal romanzo Invictus di Cristiano Parafioriti: la Seconda guerra mondiale, gli uomini, i confini frantumati dalla violenza del Nazismo…
Insomma, un terzo numero corposo e interessante, come tutti noi ci attendevamo. E non siamo stati delusi!
Punti vendita: Segnalibro, Lugano; Ufficio posta e cambio, Ponte Tresa (Ti); Edicola del lago, Lavena Ponte Tresa; Edicole di Piazza Risorgimento e del Lungolago a Luino; edicole di Brusimpiano e Porto Ceresio.
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