Varese | 4 Novembre 2021

“Finita in un gioco più grande di lei”, poi il presunto stupro

Nel processo per violenza sessuale su una 15enne, a carico di un animatore varesino, intervengono i testimoni della difesa. "Lei era interessata, forse insicura"

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Il brivido percepito nel vivere una esperienza da adulti, la volontà di dimostrare con malizia di saper stare al gioco, fino a spingersi oltre, e un racconto che stimola un collegamento con quanto accaduto.

Nel processo per violenza sessuale e lesioni gravi su una ragazzina di quindici anni, a carico di un ragazzo ventenne all’epoca dei fatti, avvenuti nell’estate del 2017 in un villaggio turistico dell’isola di Creta dove l’odierno imputato lavorava come animatore, è arrivato il momento della difesa, i cui testimoni hanno messo in fila davanti ai giudici del tribunale di Varese una serie di elementi che hanno completamente ribaltato la ricostruzione dell’episodio.

Una ricostruzione che va nella direzione opposta rispetto a quella di un rapporto non consensuale – peraltro il primo nella vita della ragazzina -, consumato sulla spiaggia all’esterno del villaggio turistico dove la quindicenne stava soggiornando insieme ai genitori. Le parole di due psicoterapeute, ascoltate in aula durante l’ultima udienza, non hanno stravolto il contesto della presunta violenza, ma hanno offerto alle parti spunti di riflessione sulle sue modalità e sull’approccio alla situazione della persona offesa, partendo dalle informazioni che la stessa ha fornito al suo rientro in Italia, durante un colloquio e successivamente in sede di incidente probatorio.

“E’ apparsa sicura di sé e precisa nel raccontare di quella notte, fatta eccezione per i passaggi riguardanti gli attimi immediatamente precedenti l’atto, il momento in cui lui le ha tolto tutti i vestiti”, ha spiegato una delle due terapeute. “Aveva acconsentito ad appartarsi con quel ragazzo, concedendosi nuovamente poche ore dopo il primo rapporto”, ha aggiunto la seconda testimone.

L’allarme quel giorno scattò al rientro in stanza della ragazza. I genitori notarono il sangue sui suoi vestiti e chiamarono i soccorsi. Seguì il trasferimento in ospedale, a quaranta chilometri circa dal resort, per una delicata operazione su una estesa lesione vaginale. Tornata in Italia la famiglia sporse denuncia.

Dalle parole delle terapeute sono poi emersi ulteriori dettagli, a cominciare dalla descrizione del ventenne – un amico a inizio vacanza, poi probabilmente qualcosa di più – fatta dalla giovane: attraente, dotato del fascino del ragazzo più grande. “Dimostrami che non sei una bambina” le avrebbe detto quella sera, lanciando la “sfida” in un clima di complicità. E ancora: la quindicenne aveva mostrato interesse per gli scambi di natura sessuale, senza rendersi bene conto delle conseguenze, lasciandosi trasportare in un gioco più grande di lei. Un gioco dentro il quale, ad un certo punto, sarebbe venuta meno la sicurezza; la consapevolezza delle proprie azioni.

L’esame di un terzo testimone ha spostato il piano degli eventi dalla località turistica dell’Egeo alla provincia pavese, dove la ragazza risiede. Un ex amico ha ricordato quanto avvenuto a seguito di una serata trascorsa insieme in paese, circa quattro anni fa: “Mi chiese un passaggio per tornare a casa. Io ero in motorino, non conoscevo la strada. Me la indicò lei, portandomi inizialmente da tutt’altra parte, in una zona isolata. Il giorno seguente mi chiamò suo padre. Urlava, diceva che mi avrebbe denunciato perché la figlia gli aveva raccontato di aver subito una violenza da me, la sera prima”.

Ci fu un’indagine e la posizione del giovane venne archiviata. “Disse al padre che sulla sua maglietta c’erano tracce del mio liquido seminale, e che l’avevo molestata. Ma non era vero“, ha affermato il ventenne davanti al collegio, prima di lasciare l’aula. Rinviato a gennaio l’esame dell’imputato.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com