Covid-19, zone rosse e chiusure prolungate, lo scorso inverno, hanno fatto sì che la stagione sciistica venisse fortemente penalizzata, creando gravi difficoltà a tutti gli operatori del settore che, fino al mese di marzo, hanno dovuto tener chiusi i propri impianti mentre – ironia della sorte – la neve è caduta abbondantemente anche a quote prealpine come quelle della Forcora, nell’alto Varesotto.
Quest’anno, però, l’intenzione è quella di far partire immediatamente e in sicurezza la nuova stagione sulle piste italiane, così da rilanciare il più possibile il comparto, e per farlo l’ipotesi più concreta già sul tavolo è quella dell’obbligo di Green Pass per usufruire degli impianti. A confermare questa possibilità è stato lo stesso ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, durante un intervento al Meeting di Rimini: “Abbiamo tutte le carte in regola per avere una stagione serena come l’estate – sono le sue parole riportate dal quotidiano La Stampa – Partendo per tempo siamo nelle condizioni di avere protocolli certi, tutte le regole certe e poter aprire con serenità. Potrà esserci un contingentamento nei numeri, ma non vedo altri problemi. Sono positivo: gli impianti riapriranno e la stagione verrà salvata dal Green Pass”.
E se – come si apprende da Il Messaggero – in Austria il governo di Sebastian Kurtz ha già deciso che alle funivie potranno accedere solo cittadini vaccinati, guariti dal Covid o negativi a un tampone (con stop al distanziamento e alla capienza ridotta del mezzo, ma obbligo di mascherina FFP2), in Italia non vi è ancora nessuna disposizione in merito, tanto che alcune Regioni come il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta sono già pronte a chiedere con forza che la misura diventi ufficiale quanto prima. E proprio in Val Senales, in Alto Adige, dove la stagione è appena stata inaugurata, chi vuole acquistare lo skipass deve presentare in cassa anche la propria certificazione verde.
Al momento in Lombardia tutto tace, anche se già lo scorso dicembre – quando ancora non si parlava di Green Pass – era stata l’assessora regionale allo Sport e Giovani Martina Cambiaghi a proporre al Governo di far accedere ai comprensori sciistici solo le persone negative al Covid-19.
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