L’unico traforo idrogeologico della Lombardia, con 500 metri di gallerie, salti d’acqua, laghetti ipogei e caverne: questo è l’orrido di Cunardo, un luogo suggestivo – inserito all’interno del Parco Campo dei Fiori – creato dall’azione continua esercitata dal torrente Margorabbia sulla rocce della zona.
Uno scenario in grado di evocare atmosfere “da leggenda” e di affascinare grandi e piccini: per questo motivo il Gruppo Speleologico Prealpino, insieme al Comune di Cunardo, ha ideato alcune visite guidate aperte al pubblico che hanno già riscosso un bel successo. Sono infatti già 200 le persone che hanno partecipato ai primi due appuntamenti.
Tra loro, come riporta il quotidiano locale La Prealpina, anche tre componenti della Squadra soccorso fluviale alluvionale della Protezione civile di Cantello – il coordinatore Matteo Villa e i due operatori Alberto Carrer e Pietro Macchi – che hanno svolto un’esercitazione simulando un intervento di ricerca affrontando, con tutti gli equipaggiamenti necessari, sia il tratto sotterraneo del Margorabbia sia una parte all’aperto. Simulazione resa più difficoltosa dai tanti rami e detriti trasportati dalla corrente e accumulatisi sul letto del torrente in seguito alle piene di queste settimane, ma che si è senza dubbio rivelata utile proprio nell’ottica del soccorso da prestare in condizioni difficili o estreme, come nel caso di allagamenti o nubifragi.
La terza e ultima visita guidata dell’orrido è in programma per il prossimo 22 agosto, dalle 10 alle 17. I partecipanti (adulti e bambini dagli 8 anni in su) verranno suddivisi in piccoli gruppi, in modo da rispettare anche tutte le normative anti-Covid in vigore, e a ciascuno di loro verrà fornito un casco omologato dotato di impianto di illuminazione; richiesto un abbigliamento adeguato con scarponcini da trekking, k-way, guanti gommati tipo giardinaggio e felpa.
La prenotazione va effettuata all’indirizzo mail info@speleoprealpino.it. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Facebook del Gruppo Speleologico Prealpino.
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