Chiunque utilizzerà un defibrillatore per prestare soccorso ad una persona in difficoltà sarà immune da responsabilità legali riguardanti la manovra salva vita.
Lo stabilisce una legge approvata in via definitiva dalla Commissione Affari sociali della Camera dopo un lungo iter parlamentare, iniziato nel 2019.
Il campo definito dal provvedimento corrisponde ad una vera e propria immunità rispetto all’uso dei defibrillatori automatici esterni (dae), che servirà ad escludere eventuali responsabilità penali dei soccorritori qualora si trovassero coinvolti in situazioni di grave urgenza, pur senza possedere una adeguata conoscenza dello strumento salva vita.
Ma quella citata non è l’unica finalità della legge, che prevede diversi altri aspetti, primo su tutti il potenziamento del primo soccorso attraverso le relative attività di formazione.
La legge a questo proposito renderà obbligatori i corsi nelle scuole per quanto concerne le manovre di rianimazione cardiopolmonare. In ambito sportivo, inoltre, tutte le società – sia professionistiche che appartenenti al mondo dei dilettanti – dovranno dotarsi obbligatoriamente di un defibrillatore, la cui diffusione, da qui ai prossimi cinque anni, verrà incentivata, guardando soprattutto ai luoghi molto frequentati, grazie ad uno stanziamento di 10 milioni di euro.
Ultimo capitolo, la tecnologia. Servirà a rafforzare l’efficienza dello strumento, rendendone più agevole il riconoscimento e l’accesso sul suolo pubblico mediante la geolocalizzazione e gli smartphone.
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