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Leggiuno | 12 Luglio 2021

Leggiuno, il candidato sindaco Introini incontra don Marco: dialogo sui giovani e sulla scuola

L'aspirante primo cittadino ha condiviso con il responsabile della Comunità pastorale locale alcuni spunti sulle proposte programmatiche per le nuove generazioni

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Riportiamo di seguito, sotto forma di intervista, alcuni passaggi del confronto che si è svolto nei giorni scorsi tra don Marco Catalani, responsabile della Comunità pastorale “Ss. Primo e Feliciano” di Leggiuno e Stefano Introini, candidato sindaco alle elezioni amministrative del prossimo autunno, con una lista civica sostenuta dal centrodestra. L’incontro tra don Marco e Introini si è svolto presso l’oratorio di Leggiuno, luogo ideale per un dialogo in larga parte incentrato sulle politiche giovanili e sulla scuola. 

Quali proposte per le politiche giovanili?

Viviamo in un mondo a volte troppo protetto, la cosiddetta “comfort zone”, che avvolge molti dei nostri giovani e giovanissimi pregiudicando se non impedendo loro la produzione di quegli anticorpi per affrontare le difficoltà della vita che invece maturano in contesti più complessi. Il centro storico, non solo di Leggiuno, si svuota in favore di insediamenti diffusi, villette recintate come tante piccole Versailles, le piazze, da sempre luoghi tipici dell’aggregazione, oggi sono dei parcheggi. A partire da queste considerazioni dobbiamo impegnarci per agevolare la frequentazione dell’oratorio ma anche per promuovere l’autogestione di spazi oratoriali nelle frazioni, un vero patrimonio … cosa significa? Significa intanto pensarci poi organizzare un presidio con volontari preparati ed assicurati, corsi e spese che potrebbe assicurare il Comune nell’ambito delle politiche giovanili.

La scuola, un diritto o un obbligo? Resistenza territoriale o necessità di tenere piccoli presidi?

Certamente la scuola è e deve essere al centro dell’impegno politico proprio a dimostrare nei fatti, nel costante dialogo con la direzione scolastica, insegnati, genitori come il comune deve assicurare quella collaborazione dialettica tra istituzioni assicurando luoghi sicuri e puliti, attrezzature e anche innovazione.  La sicurezza e la burocrazia della sicurezza: tutto è più difficile, fare lezione all’aperto, muovere le scolaresche per il paese, organizzare momenti di interazione con l’oratorio e gli educatori, son tutte cose che devono fare i conti con la responsabilità di chi si impegna. Il comune può fare molto col dialogo, il confronto e la programmazione agevolando percorsi di confronto e di organizzazione delle relazioni tra la scuola e il mondo esterno, tra la didattica e l’educazione allo stare insieme come quella proposta all’Oratorio.

Il riferimento a Sangiano dove resta aperta una scuole per pochi bambini è l’occasione per affrontare il tema della scuola a Leggiuno: un nuovo polo a Ballarate completo e integrato o manteniamo la scuola elementare in piazza Marconi?

La questione non è prettamente tecnica ma investe tutta la Comunità: la scuola elementare è un riferimento per il centro paese, è bello crescere nel centro del paese dove l’edifico scolastico potrebbe specchiarsi nella piazza pedonalizzata e non solo regolata: si potrebbero organizzare un pario di punti raccolta, anche a breve distanza, nel parcheggio di San Primo, nel parcheggione della casa dell’acqua per poi andare a piedi accompagnati in un piedi bus, tutti attaccati al filo del piedi bus a scuola. Certo, quei cipressini vanno sostituiti immediatamente e la piazza va arredata e resa dignitosa assicurando solo gli spazi a parcheggio per le fragilità.

È piacevolissimo ed arricchente chiacchierare con Don Marco, l’ora si fa tarda ma ci si chiede, tutti questi spazi, questo grande oratorio?

Al comune va versata l’IMU per oltre tremila500 euro all’anno e poi, al netto degli aiuti generosi dei Volontari, le bollette e gli interventi manutentivi son costi che vanno affrontati. Possiamo pensare ad una collaborazione tra il Comune che potrebbe lavorare con Provincia di Varese per attrarre a Leggiuno-Santa Caterina, convegni specializzati e attività che possono dare un ritorno economico assicurando la compatibilità con l’utilizzo dell’oratorio. Insomma la proposta è di collaborare insieme , Comune e Parrocchia per condividere problemi ma anche opportunità di questo splendida struttura.

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